mercoledì 22 aprile 2009

interpretazioni delle reinterpretazioni

in questi giorni c'è stato un gran parlare di una reintepretazione de "la cura" di battiato.
secondo un noto giornalista "l'artista catanese non si rivolge a una donna o a un altro essere umano, ma a colei a cui probabilmente già pensava Leonardo quando disegnò la Gioconda: la parte nascosta di se stesso. Perché solo chi riesce ad amarsi nel profondo, «superando le correnti gravitazionali», avrà poi la forza di scacciare l’egoismo e di amare veramente il suo prossimo."

ora, io non voglio acriticamente smontare questa pregevolissima e poetica interpretazione, che all'inizio ho anche trovato molto condivisibile, ma proporre una siocchezza che m'è saltata in testa questa mattina.
leggendo solo le parti in cui battiato si rivolge al destinatario in terza persona, quindi direi un pochino superficialmente, viene proprio da essere d'accordo: sì, sì, battiato si rivolge alla parte nascosta di sé, ha perfettamente senso! ti farò questo, ti darò quello, ti porterò qui, ti porterò la. ammazza che occhio di lince questo giornalista!

ma poi, ricantandomela sotto la doccia, mi son chiesto Perché inserire dei versi al plurale?

i profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi

dite la verità, l'interpretazione di prima inizia a traballare un po', eh?
un lieve stridore, niente di che, ma che a me medesimo di persona mi ha lasciato un poco perplesso.

d'accordo amare se stessi prima di poter amare il prossimo, d'accordo scacciare l'egoismo, d'accordo superare le correnti gravitazionali, ma stamattina, a me, 'sti versi qua mi son sembrati autoerotismo estremo.

4 commenti:

Marco Male ha detto...

"leggendo solo le parti in cui battiato si rivolge al destinatario in terza persona, quindi direi un pochino superficialmente, viene proprio da essere d'accordo [...] ti farò questo, ti darò quello, ti porterò qui, ti porterò la"

Quello su cui non ci si trova d'accordo, però, è la persona.
Secondo me quella è seconda singolare :))

michele ha detto...

ecciài raggione, ciài :)
il fatto è che mentre lo scrivevo pensavo diverso (per carità, una vaccata è e resta sempre una vaccata, guai a non riconoscerlo. è solo che nella mia testolina bacata pensavo al tu di lui come al mio egli da noi, ovvero a una terza persona, un altro, un esterno, un ospite, un terzo incomodo. insomma, hai capito, no?)

evelyne ha detto...

si, mica poteva cantare mi porterò qui, mi porterò là! a me torna il ragionamento... ti, intendendo "tu la parte nascosta di me!" per il resto fa acqua da tutte le parti come dici!

laudicignolo ha detto...

secondo me Battiato si stava facendo un cannone e parlava della maria...

vi spiego..
//All'inizio è la maria che decanta le sue doti
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via, dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore, dalle ossessioni delle tue manie.

//A questo punto è battiato che dichiara di voler proteggere il raccolto.
Supererò le correnti gravitazionali
lo spazio e la luce per non farti invecchiare;
e guarirai da tutte le malattie. Perchè sei un essere speciale ed io avrò cura di te.

//Qui si descrivono gli effetti del cannone
Vagavo per i campi del Tennessee, come vi ero arrivato chissà. non hai fiori bianchi per me?
più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

//Di nuovo la maria esalta le proprie doti
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza, percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.

//mettendo in risalto il suo aroma
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
//e le sue doti afrodisiache
la bonaccia d'Agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto,
conosco le leggi del mondo e te ne farò dono.

//chiude battiato che si prende cura del suo raccolto
Supererò le correnti gravitazionali
lo spazio e la luce per non farti invecchiare;
ti salverò da ogni malinconia.
Perchè sei un essere speciale
ed io avrò cura di te.
Io sì che avrò cura di te

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