mercoledì 3 settembre 2008

il n'y a pas de sot métier

indipententemente dalla propria attività lavorativa, ogni individuo sano e coscienzioso dovrebbe apprezzare e rispettare la propria deontologia.
rispettare il proprio lavoro significa, infatti, rispettare i propri clienti e questo ci fa progredire tanto professionalmente che personalmente; naturalmente, questo discorso vale sia per i lavoratori autonomi che per quelli dipendenti.

pertanto, che tu sia chirurgo plastico, operatore ecologico, becchino, eiaculatore di tori, insegna vivente, inturgiditore di capezzoli di jennifer lopez, non importa: fai il tuo lavoro con gioia e abnegazione, rispettando te stesso e il prossimo. trarrai soddisfazione e tornerai a casa appagato, la sera.

senza contare che in questo modo, infine, potresti evitare tante spiacevolezze, come ad esempio le mie e le altrui maledizioni per averci fatto fare tardi. perché - sempre a titolo di esempio - se tu sei un autista del pubblico trasporto brussellese, non è deontologicamente corretto percorrere una strada deserta, a venti kilometri all'ora, tutto accostato sulla destra, solo perché la signorina in bicicletta che ti precede ha un bel culo.

5 commenti:

laudicignolo ha detto...

Io avrei fatto lo stesso...

paolo beneforti ha detto...

ma in italy o nei plat pays?

anonimo-antonio ha detto...

sì, quoto il laudicino.

michele ha detto...

@paolo: nella belgica

@laudicignolo e antonio: non fraintendetemi, mica non ho apprezzato, eh.
solo che quando è tardi è tardi...

anonimo-antonio ha detto...

mike, tu ti stai guastann,
ti stai rincoglionenn.

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