giovedì 14 febbraio 2008

leggiadra fanciulla che leggi flaubert

capita di trovarsi in giro, in metro ad esempio, o passeggiando per le vie del centro, e capita, dicevo, di immaginare situazioni diverse dalla realtà che stiamo vivendo, come un sognare ad occhi aperti di ciò che potrebbe succedere. non sono proprio dei desideri, perché non sono cose che si desiderano: un desiderio ha tutta un'altra dignità. no, si tratta semplicemente di immaginazione, di fantasia, come quando ti dici "pensa se adesso questa signora scivolasse su quella buccia di banana", o "pensa se attraversassi col rosso", o ancora "penssa se adesso sorrido a questa ragazza e le faccio un complimento in italiano". questi pensieri qua, cose innocenti, pensieri che attraversano la mente di tutti, immagino, e - se non ricordo male - pensieri sui quali anche campanile aveva scritto un bellissimo racconto, sul salto nel vuoto, ma questa è un'altra faccenda.

capita di trovarsi in giro, dicevo, e capita che una situazione sulla quale si era fantasticato in passato diventi davvero reale. pensa se adesso la metro si fermasse di scatto, come spesso accade, e questa fanciulla mi cadesse tra le braccia. mi guarderebbe con ammirazione, la sorreggerei con eleganza e dignità, le sorriderei e le direi "non è niente".

ma questi non sono desideri, son fantasie: pensieri innocenti e soprattutto immagini che volano via come un soffio di vento, irrealizate e irrealizzabili, e che realizzandosi perderebbero quasi certamente la loro magia.

beh, quasi.

penso a te, leggiadra fanciulla che leggi flaubert. che mi siedi di fronte e ti sei alzata prima dell'arresto del veicolo. che mi hai guardato e mi hai sorriso, e non ti sei accorta che la metro non era proprio ferma ferma. che hai graziosamente ruotato il tuo corpo come per scendere, imprudentemente liberandoti da ogni sostegno. leggiadra fanciulla, hai visto? la metro si è bloccata di scatto come spesso succede, ed io ero lì, dietro di te, assolutamente impreparato.
impreparato a sostenere, tra fegato e milza, la graziosità del tuo peso. centotrenta chili, neanche l'avessi mangiata, madame bovary.

9 commenti:

orsella ha detto...

sembrava quasi un po'ì come il mio amico d'ascensore... e invece no.

michele ha detto...

già.

anonimo-antonio ha detto...

a proposito di campanile, o' può, ma che, a niente a niente, degli asparagi e l'immortaità del'anima lo tieni tu?
l'ho prestato ma non mi ricordo a chi.
mannaggia bubbà!

AnniKa ha detto...

Pensa se fosse stata un fan de "il foglio": se avesse mangiato Ferrara saresti morto sul colpo.

michele ha detto...

@annika: travolto da un insolito destino, non c'è che dire

Anonimo ha detto...

http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.griseldaonline.it/foto/checcoli/5A-%2520edward-munch-l%27urlo-1893-oslo-munchmuseet.jpg&imgrefurl=http://www.griseldaonline.it/percorsi/3checcoli_5a.htm&h=700&w=525&sz=183&tbnid=La4ayFyy7KyGeM:&tbnh=140&tbnw=105&prev=/images%3Fq%3Durlo%26um%3D1&start=1&sa=X&oi=images&ct=image&cd=1

Anonimo ha detto...

http://www.griseldaonline.it/percorsi/3checcoli_5a.htm

Diegone ha detto...

bella ciccionazza! ne hai approfittato? basta con queste filiformi, viva le cùrve!

michele ha detto...

@anonimo: hahahaha!!!

@diegone: sono una persona seria, io! :P

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