lunedì 28 aprile 2008

sull'impegno che una completa comunione di vita nel rispetto dei reciproci diritti e doveri comporta

certe volte, la domenica, mi ritrovo con amilcare alla brasserie, in piazza del lussemburgo, a bere birra e a parlare di filosofia.
amilcare è un bravo ragazzo, tranquillo, anche se lavora nel marketing.
ormai ci frequentiamo da un anno, quasi, e - a dispetto della prima impressione - posso dire che è un tipo col quale si parla con piacere, si posson fare buoni ragionamenti e c'ha la sua vena comica che è quello che è.

domenica, amilcare era un po' più loquace del solito, forse perché era una settimana che non ci si vedeva, forse perché c'aveva gente per casa e si sentiva un po' soffocato.

a un certo punto, eravamo seduti al tavolino in silenzio, come capita spesso tra vecchi amici, coi nostri bicchieri davanti e le nostre idee per la testa, e lui mi prende per il braccio e mi fa: immagina di mangiare tutti i giorni filetto. così, di punto in bianco, da un giorno all'altro. filetto filetto filetto filetto filetto. filetto a colazione, filetto a pranzo, filetto a cena, filetto a merenda, filetto il sabato, filetto la domenica, filetto il giovedì.

lo guardo, e lui continua. il filetto è delizioso, è nutriente, è costoso ché è prelibato, il filetto non lo posson mangiare mica tutti, ma quando poi lo mangi tutti i giorni, è inevitabile, ti viene a noia. epperò non c'hai mica scelta, ormai hai deciso, è stata una cosa tua, nessuno ti ci ha costretto. un giorno segui la dieta mediterranea, il giorno dopo filetto. e non si può più, cambiare, mi fa, anche tuo padre, prima di te, e tuo nonno, e così via.
eh, ma la voglia mica ti passa. ti viene, eccome. di un branzino, di una sogliola, di un tortellino.
e mentre lo diceva aveva l'occhio misto di eccitazione e di tristezza.
e invece. filetto, filetto, filetto, filetto.

io l'ho guardato, ho aperto la bocca per dirgli qualcosa, ma mi ha capito e interrotto prima che emettessi un suono qualunque.
lo so - mi fa - lo so. non è per lamentarsi del filetto, io lo amo, il filetto, non lo cambierei per niente al mondo, il mio filetto, ma oggi mi sarei proprio fatto due sarcicce.

5 commenti:

philippewinter ha detto...

e la povera stronza filettata ne può pensare qualcosa?

michele ha detto...

@philippe: amilcare è un liberale, il discorso che fa vale ambo i lati. io, peresempio, non ci riuscirei in nessuno dei due casi, sono abbastanza monotematico :)

anonimo-antonio ha detto...

ma sìììì, ma anche a lei, un po' di sana variazione nella dieta, non può fare che bene!
pure la povera crista si sarà stancata di mangiare aragosta e avrà voglia di una palla di riso.
e poi, scusate, lo dice anche la chiesa che va bene, si può fare.
lo dice?
miché, lo dice?

michele ha detto...

no, la chiesa non dà mica tutta 'sta libbbertà alle donne.

“È senz’altro giusto il consiglio che hai dato alle donne, dicendo che esse non devono lasciare un marito adultero e sposarne un altro [...]; anzi, devono sopportare il coniuge benché infedele, o sembrerà che vogliano approfittare di questa occasione per passare da un uomo all’altro; infatti difficilmente troveranno da sposare un uomo diverso da quello che hanno lasciato, perché gli uomini sono molto inclini a questo vizio.”
Agostino di Ippona, I connubi adulterini (I, 6, 6)
(letta qua)

oniduke ha detto...

Io pensavo che amilcare fosse una qualche associazione tipo onlus per assistenza...

http://www.google.it/search?q=*care

Posta un commento