venerdì 18 aprile 2008

orgoglio e pregiudizio: un'altra storia vera

disclaimer: quella che segue è la tiepida cronaca di una disavventura capitata ierieri al mio collega e vicino di scrivania. non me la sento di commentare in alcun modo, né di colorire la storia con particolari che potrebbero alleggerirne la drammaticità. è un fatto. è successo. e tutti noi, italici, dovremmo vergognarci, o - quantomeno - riflettere. naturalmente ho chiesto ai protagonsiti di poter narrare la loro disavventura, sebbene con nomi e particolari lievemente modificati. da ultimo, ma non per importanza, aggiungo (qualore ve ne fosse ancora il bisogno) che anche questa è una storia vera.

Omarmario è un ragazzo tranquillo, un pacifista, direi, libero pensatore, curioso e anche un po' pignolo. siamo arrivati in belgio lo stesso giorno, quasi un anno fa, e ne abbiamo viste di cose. con lui si lavora bene, ed ha un bel senso dell'umorismo. disponibile, tranquillo: insomma, Omarmario è proprio quella che si dice una brava persona. Omarmario è sposato, con Guendalina, una ragazza straniera.
ieri, entrambi, per necessità che non sto qui a sottolineare, erano allo sportello della banca impopolare nel gerundio, una banca che offre tanti servizi e tanti conti correnti. tra i tanti servizi e i tanti conti correnti che la banca offre, c'è la gestione del proprio conto via internet. e questo lo fanno anche in italia.
poi ci sono i conti solo on line, quelli che non hai bisogno dello sportello che sono differenti da quelli allo sportello che funzionano anche on line.
e anche questo lo fanno anche in italia.
epperò Guendalina ha avuto la sventurata idea di fare il conto solo on line, alla banca impopolare nel gerundio, ché il conto solo on line non ha le spese di gestione, e ieri, per necessità che non sto qui a sottolineare, eran tutti e due, Omarmario e Guendalina, allo sportello di questa banca, cercando di versare del danaro. (che bella parola, danaro)
l'impiegato allo sportello, però, cercava di spiegarle che, allo sportello della banca impopolare nel gerundio, in quanto titolare di un conto on line, non si doveva fare neanche vedere, ché il conto on line offre tutto aggratis, ma via internet, e che i clienti dei conti on line non posson mica andare agli sportelli, ché sennò i clienti dei conti non on line, quelli che pagan le profumate spese di gestione (20 euro all'anno) (tasse e bancomat inclusi), poi si offendono, protestano perché ci son le code agli sportelli per i conti correnti non on line fatte da persone che hanno i conti on line.
ovviamente, per versare del danaro è sufficiente versarlo su un conto normale, e da lì fare il bonifico.
a questo punto, Omarmario, da difensore dei diritti umani, (ché lui è sempre stato un po' difensore dei diritti umani) e con quella punta di orgoglio che sta in chi cerca di spiegare una cosa diversa, cerca di spiegare il suo punto di vista, e dice all'impiegato allo sportello che sì, lui ce l'ha un conto, e che lo potrebbe fare, ma dice anche che in italia noi ci abbiamo i conti on line, chepperò hanno un certo ics di operazioni che si posson fare allo sportello.
chissà, forse il buon impiegato ha frainteso le parole, confondendo la timida giustificazione di Omarmario con la tipica sicumera di chi crede che a casa sua si possa fare e si faccia tutto meglio. tant'è, che il cinico impiegato, con malcelato pregiudizio, ha detto sì, in italia, ma qui siamo in belgio. voi in italia c'avete pure berlusconi, noi qui ci abbiamo delle regole.

12 commenti:

AnniKa ha detto...

Voglio sposare quell'impiegato.

valentina ha detto...

È sempre confortante sapere che all'estero ci ridono dietro per lo psiconano.

michele ha detto...

@AnniKa: chiedo a omarmario di presentartelo

michele ha detto...

@valentina: se è per questo, l'altro ieri un australiano (!) ha preso per il culo il mio amico-coinquilino dicendogli:
"ah, italiano! berlusconi, ha ha ha!"

ora, io vorrei sapere, ma qualcuno conosce i nomi del primo minstro belga e/o di quello australiano?

Galmaran ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
valentina ha detto...

Anche a Rotterdam: "ah, italiana=Berlusconi".
Ma ha dda fini' sta' storia, un giorno se pur remoto.

laudicignolo ha detto...

io comunque, se fossi un belgico, il conto corrente manco te lo farei aprire, brutto italiano mafioso pizza fichi e mandolino...

ne quello online nè quello offline... anzi, ti metterei offline a te e al tuo coinquilino...

sono troppo democratici, i belgici...

Anonimo ha detto...

Gli ebrei ancora aspettano il MESSIA, io mi accontento di sentire GUCCINI:


""Quanto tempo è passato da quel giorno d'autunno
di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno;
tra sessioni d'esami, giorni persi in pigrizia,
giovanili ciarpami, arrivò la notizia.
Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto
sapere a brutto grugno: "Che" Guevara era morto.
In quel giorno d'ottobre, in terra boliviana,
era tradito e perso Ernesto "Che" Guevara.
Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza,
perché con lui era morta la nostra speranza.
Erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni.
Erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni.
"Che" Guevara era morto
ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero
nel mondo rimaneva.
Passarono stagioni, ma continuammo ancora
a mangiare illusioni e verità a ogni ora.
Anni di ogni scoperta,anni senza rimpianti:
"forza compagni all'erta, si deve andare avanti".
E avanti andammo sempre,con le nostre bandiere,
intonandole tutte quelle nostre chimere.
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara.
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, mai più ritornerà.
Ma qualche cosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni
e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni.
"Che" Guevara era morto
e ognuno lo capiva
che un eroe si perdeva,
che qualcosa finiva.
E qualcosa negli anni terminò per davvero,
cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero.
I compagni di un giorno o partiti o venduti,
sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti.
Proprio per questo ora io vorrei ascoltare
una voce che ancora incominci a cantare:
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana,
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara.
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà.
Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi a decine che usate parole diverse, le stesse prigioni;
da qualche parte un giorno,
dove non si saprà,
dove non l'aspettate,
il "Che" ritornerà""


SPERO CHE LA "LEZIONE" SERVA ORA ALLA CONTROPARTE "SOCIALE",il SINDACATO.
NEL CASO CONTRARIO SON GRANDI CAZZI!!!!!!

UN ILLUSO DISILLUSO

philippewinter ha detto...

'uttana anonimo....
ma come cazzo stai?
vabbè,
cioè,
c'ha pure ragione il tizio, o no?
(ciao bellissimi...)

michele ha detto...

come sono fiero dei miei lettori! :D

De kokende mamma ha detto...

Ah, ma a me da quando vivo in Olanda hanno sempre messo a credere che l'Olanda è un paese basato sulle regole, il Belgio basato sulle persone.

Porcaputtana, i batavi mi hanno contagiato i belgi.

De kokende mamma ha detto...

Valentina, a me questa storia italiana=Berlusconi me la vanno dicendo dal 1994.

Vabbè che siamo lenti, ma dare ragione agli olandesi?

Posta un commento