lunedì 25 agosto 2008

tutto va male, contemporaneamente

naturalmente, la fila nella quale mi trovo è sempre la più lenta. ormai lo so, ci ho fatto l'abitudine, non me ne accorgo neanche. anzi, a volte quando vedo qualcuno che ha fretta, mi metto nella sua fila, proprio per fargli perdere un po' di tempo, ma così, giusto per simpatia.

poi ci sono quelle occasioni particolari, come ieri, quando il tipo della sicurezza dell'aeroporto si è tanto divertito a far passare le persone attraverso il metal detector, a perquisirle, a farle ripassare, più e più volte, giusto per la gioia di sentire quel piacevolissimo drin ogni volta.
e siccome eravamo a napoli, e qualcuno gli faceva notare che la nostra era la fila più lenta, lui si fermava e si metteva pure a pigliare questioni, rallentando ulteriormente le operazioni.

alla fine, però, tutto è andato per il meglio, han chiamato il mio volo mentre ero ancora in fila, ma non mi sono preoccupato; son salito sulla navetta con il secondo gruppo, quello dei quattro sfigati che erano in fila con me, e non mi sono preoccupato.

le undici meno dieci. l'aereo dovrebbe essere già partito, ma finché non salgono tutti i passeggeri... mica ci possono lasciare a terra. non c'è da preoccuparsi.

sull'avioplano l'aria condizionata è spenta, ma non mi sono preoccupato, saremmo partiti a momenti, se non fosse stato per quel buontempone del signo B. 
infatti il comandante, dopo mezz'ora di attesa, ci dice che il signor B non si trova, non risponde alle chiamate, in aeroporto manco i cani e che quindi, per motivi di sicurezza, se non salta fuori tra dieci minuti, bisogna individuare il suo bagaglio, rimuoverlo dalla stiva, e farlo brillare indipendentemente dal contenuto. noi, intanto, saremmo scesi e avremmo assistito allo spettacolo da una saletta interna con aria condizionata, perché quelli di alitalia sanno campare, mica come quei pezzenti di raianeir.
inizio a preoccuparmi.

le lancette scorrono inesorabili, ma - come nei migliori film d'azione - quando ormai le goccioline di sudore che imperlano la fronte dell'eroe restano sospese come a chiedersi E adesso cosa succederà, arriva il signor B, in tutto il suo splendore.
una folgorante canottierina blu, rassegnata a contenere una panza ancora ebbra dell'ultima impepata di cozze della stagione, un cappellino urlante ischiaischiaischiaischia, in perfetto pendent col sandaletto marrone, che nasconde l'occhio vispo e attento del venditore di ghiaccioli al polo nord.

il signor B si muove altèro tra gli sguardi sbigottito-incazzato-furioso-assassino-chitemmuortanti dei passeggeri, come se nulla fosse e nulla fosse accaduto. Pensavo che il mio volo fosse il 7474, ero in sala d'attesa, non ho sentito le chiamate, ho un gomito che mi fa contatto col piede, mio padre è rimasto chiuso nell'autolavaggio. qualcuno gli fa notare che anche un cerebroleso, 45 minuti dopo l'orario di partenza dell'aereo, si sarebbe chiesto come mai il volo 7474 ancora non veniva annunciato. forse perché il tuo volo non è il 7474? misteri del cervello del signor B.

per fortuna, l'aereo parte, ma - evento più unico che raro - inchioda mentre si porta sulla pista di decollo. forse una volpe, o una molfetta che gli ha attraversato la strada, chissà. poi lo vedo fare inversione ad U, ma penso che sia solo la mia fantasia malata. addirittura mi sembra di rivedere il gate, ma penso ad una allucinazione da panna cotta e limoncello.

finché il comandante ci dice, con garbo e simpatia, che è dovuto tornare indietro perché aveva dimenticato il gas aperto, che sua moglie non gli aveva dato il bacio della buona sorte, che la hostess si era rotta un tacco e che - particolare irrilevante - avevano dimenticato uno sportellino aperto, da qualche parte, sulla fusoliera dell'aereo. son cose, signora mia, son cose. sa come succede, uno cerca di recuperare un bagaglio per buttarlo a mare, e capita che si dimentica di chiudere la porta. tutta colpa degli zingari, dell'aumento del petrolio e di questo passo chissà dove andremo a finire.

ma tutto è bene quel che finisce bene, soprattutto quel che finisce.
l'avioplano è partito senza altri rallentamenti, con giusto un'ora di ritardo.

ma lo ammetto, oltre al signor B è stata anche colpa mia: mai mai mai acquistare un volo alitalia con scalo a milano e non controllare che l'aeroporto di arrivo è linate e quello di partenza è malpensa.

9 commenti:

laudicignolo ha detto...

mikè tu sei così sfigato, ma così sfigato, che per osmosi lo sono diventato anch'io...
vergogna!

uglypostcards ha detto...

noooooo

Filosoffessa ha detto...

menomale che sei tornato...
era un po' che non piangevo dal ridere
:)

michele ha detto...

@giovanni: vero, eh? e non sono neanche tornato!

@uglypostcard: siiii. è tutto vero, purtroppo :)

@filosoffessa: esageri, ma sono contento! :D

sara ha detto...

e che sarà mai....a me capita tutti i giorni!!!!!!!!!!

michele ha detto...

sara sei una pendolarista estrema?

anonimo-antonio ha detto...

strunz, credo che sia saretta!!!
sei saretta, vero?

sara ha detto...

saretta rauccio...
bacini

michele ha detto...

ma ciaooo! non pensavo che anche tu mi leggessi! che piacere! ;)

baci!

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