Ieri era la giornata della memoria.
Di solito scrivo un post, ma ieri me ne sono dimenticato.
venerdì 28 gennaio 2011
Senilità
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roba che parla di: cazzate, io me medesimo
martedì 22 giugno 2010
la colazione dei campioni non è il pranzo dei ngegnieri
il martedì è il giorno della pizza. perché l'ingegnere è metodico pure sul pranzo. non mangia se o perché ha fame. mangia perché è scattato il trigger ora di pranzo e bisogna evitare di lanciare l'eccezione muoro di fame.
l'ingengere metodico sa che il martedì si ordina la pizza, e metodicamente ordina quasi sempre la stessa, rucola e pomodorini, perché sa che un'emozione potrebbe essergli fatale.
tuttavia, può capitare che alla settantasettesima rucola e pomodorini possa essere lanciato un fault di tipo che palle, 'sta rucola e pomodorini, oggi cambio che va gestito in maniera adeguata, con una routine di catch opportuna, altrimenti rischia di mandare in crisi l'intero sistema, il pranzo e pure la cena.
succede però che l'ingegnere metodico si crede fantasioso, allora decide di affidare al caso la scelta della nuova pizza, ed ecco che elabora un pregevole quanto sofisticato algoritmo:
prende la data odierna del giorno in cui: ad esempio 20100622
chiede ad un collega un numero primo a caso: collega alberto fornisce 29
moltiplica 20100622 per 29: 582918038
effettua il resto in modulo di 16, dove 16 è il numero di pizze disponibili sul menù a portar via: il risultato è 6
verifica sul menu:
1. margherita
2. marinara
3. diavola
4. capricciosa
5. ortolana
6. rucola e pomodorini.
dio esiste, e si prende gioco di me.
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roba che parla di: cazzate, io me medesimo, vita d'ufficio
mercoledì 8 luglio 2009
esperimento di compartecipazione mirata con annesso tentativo di far uscire dal silenzio un affezionato lettore che negli ultimi 2 anni non ha mai avuto la forza di lasciare un commento uno, perciò vediamo adesso.
vaffanculo, carlo.
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roba che parla di: blog, cazzate, io me medesimo
venerdì 3 luglio 2009
unattrofimm ppiubbello demmonto 2
attenzione: di seguito viene rivelata del tutto o in parte la trama dell'opera
alla fine di ogni corso che si rispetti bisogna necessariamente fare qualcosa tutti insieme. sì è concluso il workshop sulle epatopatie alcoliche? tutti insieme a bere un bicchierino al bar dell'università. avete concluso con successo un seminario sulla lotta alla paura di volare? si celebri con un bel viaggio tutti insieme!
naturalmente, le probabilità che dieci minuti dopo il decollo inizino delle violente turbolenze sono direttamente proporzionali alle difficoltà che gli studenti hanno avuto durante il corso; il rischio di tempeste è pari al quadrato del numero degli studenti e - ça va sans dire - trovare 4 terroristi psicopatici a bordo è evento certo.
la tensione, quindi sale subito quando due brutti ceffi cominciano a litigare in una lingua "strana". nessuno li capisce se non la mezzofiga di turno (che più che mezzo figa è mezzo cesso): è ceco, mia madre era polacca e io capisco un po' di lingue slave. i soliti comunisti dimmerda.
i due arrivano alle mani, ma quello più cattivo tira fuori una specie di coltello-punteruolo dalla manica della giacca con quel meraviglioso svling metallico e io che mi chiedo perché, in america, anziché controllare le maniche delle giacche, ti facciano togliere le scarpe.
primo panico, spunta una pistola, il cattivone tira fuori un detonatore e la mezzofiga/mezzocesso cerca di tradurre: sull'aereo c'è una bomba con dentro un gas nervino. tranquillamente imbarcata in stiva, e visto che era sotto i venti chili, non ha neanche pagato il supplemento.
per motivi ancora non ben identificati, il terrorista comincia a sparare allegramente qui e là, fa secchi due o tre passeggeri finché un altro non tira fuori un'altra pistola e lo stende. il che ci riporta di nuovo, per un secondo, alle considerazioni statistiche iniziali: quante sono le probabilità che, dopo il corso per superare la paura di volare, ci si ritrovi tutti insieme in un volo celebrativo sul quale si trovano 2 terroristi psicopatici distinti di cui uno con la giacca modello numero 5 - wolverine -, una bomba chimica, 2 pistole e il pilota che chiede il permesso di aumentare la quota per non spatasciarsi direttamente dento la tempesta tropicale? se non conoscete il teorema di bayes non potete rispondere.
ma torniamo al fimm.
il terrorista numero 2 che ha fatto secco il terrorista (?) numero uno, dopo avere fatti secchi (si dice fatti secchi o fatto secchi? mah) due o tre passeggeri en passant, viene quindi steso da un altro passeggero, come dicevo, armato.
applausi, bravo, evviva, ma tu chi sei? che fai? dove vai? e tira fuori un cartellino della polizia militare o qualcosa del genere, non ricordo. volano parole pesanti, il poliziotto-semieroe se la prende sul personale e uccide il suo interlocutore. già che c'è spara ad altri due o tre passeggeri e poi prende il comando dell'aereo.
naturalmente il pilota, nel frattempo non s'è accorto di nulla, né tantomeno la miriade di colpi esplosi hanno lontanamente scalfito la fusoliera creando il benchemminimo problema di pressurizzazione.
l'ex-poliziotto-nuovo-terrorista3 va in cabina di pilotaggio e ordina di atterrare, naturalmente, possibilmente nella tempesta.
intanto i passeggeri decidono di non stare con le mani in mano e mezzofiga/mezzocesso (d'ora in poi semplicemente eroina) organizza un piano.
quando ex-poliziotto-nuovo-terrorista3 torna dalla cabina di pilotaggio, eroina lo chiama a sé con una scusa e BUM! gli fanno prendere un bello spavento! ecco che la cappelliera si apre all'improvviso e ne esce una passeggera!
naturalmente terrorista3 trasale (o trasalisce? mah) e viene bloccato dagli altri passeggeri. i quali gli prendono il telecomando della bomba e lo ammanettano ma.. colpissimo di scenissima, quello che ha preso il telecomando lo porge a terrorista3! le emozioni, neffimm ppiàbbellodemmonto 2, non finiscono mai.
eroina allora cerca di distrarre ex-passeggero-terrorizzato-ora-terrorista4, per consentire a passeggero-eroico di telefonare. con quale telefono? chiederanno i miei piccoli lettori. semplice: quello installato sul bracciolo della poltrona.
intanto il cattivone litiga col pilota, che cade, sbatte la testa e muore. per la tristezza, disattiva i telefoni a bordo.
tuttavia, ex-passeggero-terrorizzato-ora-terrorista4-ora-distratto, si rende conto del diabolico piano di eroina e corre per uccidere eroico-passeggero (che d'altra parte stava parlando da solo già da un pezzo) ma gli altri passeggeri eroici gli sono addosso e gli spalmano la marmellata sul naso, la marmellata sul naso! no, dovevano essere de sedativi, non so, ma la scena è toccante: una vaschetta di acciaio piena di acqua e ghiaccio, ex-passeggero-terrorizzato-ora-terrorista4 supino, 4 passeggeri gli bloccano braccia e gambe, un passeggero lo minaccia con un coltello e una che gli versa acqua e ghiaccio (e forse sedativi) da una vaschetta tipo gelato.
a questo punto, eroico-passeggero ed eroina scendono in una specie di sala controlli e mandano un sos in morse alla torre di controllo.
romantic moment: ti vedi con qualcuno? no, e tu? io ero sposato. TADA! la moglie è morta quando l'aereo meno pazzo del mondo, immagino quello dell'episodio 1, è precipitato/esploso non si capisce bene per colpa dei terroristi bulgari.
riescono a ottenere un contatto radio: Abbiamo delle armi chimiche a bordo! Aiutateci! a terra erano preparati a tutto: c'era addirittura il forse-direttore dell'FBI: - Ottimo! Cerca di raggiungere la cabina di pilotaggio, uccidi il terrorista se necessario, e poi precipitati con tutto l'aereo a mare. avete delle armi chimiche a bordo, e non possiamo rischiare di farvi atterrare.
Ma ci sono dei passeggeri a bordo!
Il mio inglese non è così buono, ma credo che il forse-direttore dell'FBI abbia risposto esticazzi.
intanto il cattivone cattivissimo intuisce che qualcosa sta succedendo e toglie la corrente al resto dell'aeroplano. il ghigno compiaciuto è la terza clip da oscar, dopo la scena del ghiaccio e il bubusettete della passeggera nascosta nella cappelliera.
intanto l'eroe manda l'eroina a fare la spesa in cucina, e con gelato alla vaniglia, sigarette, acqua ossigenata e puparuoli 'mbuttunati preparano l'esplosivo al plastico e fanno saltare in aria la porta della stiva. lì aprono una finestra e creano una forte depressurizzazione e l'aereo comincia allegramente a perdere quota.
altro semieroe cerca di saltare addosso al cattivone, ma non essendo pagato abbastanza, muore.
intanto l'eroe vero apre lo sportello della stiva e comincia a buttar giù dall'aereo (che non è precipitato malgrado la depressurizzazione, la perdita di quota e il pilota morto, bensì ha ripreso a viaggiare tranquillamente) bagagli a caso, perché, eroicamente, ha pensato che anziché far precipitare tutto l'aereo, forse era meglio buttar via solo la bomba.
il cattivone intuiscce, cerca di fermarlo invano e opta per il suicidio: facciamo esplodere la bomba. com'è noto, un detonatore a distanza ha un timer di 15 secondi che parte dopo la pressione del tastone rosso. il tempo di buttare la bomba fuori dall'aereo e farla esplodere a mezz'aria (e chissenefotte dell'ecosistema marino, tanto mica siamo pesci?)
ma la scenappiubbellissima di tutto il film è il dramma del direttore dell'FBI che dice "dio ci protegga" nel momento preciso in cui dà l'ordine di sparare il missile per abbattere l'aereo, visto che l'eroe non l'ha voluto spatasciare nell'oceano.
naturalmente, eroe riesce a mandare un sms e il forsedirettore dell'FBI dice al missile di fare marcia indietro. il missile, arrivato a 27cm dall'aereo, gira a destra e si autodistrugge. giuro sul cadavere della nonna del forsedirettore dell'FBI. gira-a-destra.
terrorista3 esce dai gangheri, cerca di uccidere qualcuno a caso scegliendo con la monetina. prende un avvocato e se lo porta in cabina di pilotaggio, per ucciderlo con comodo. (ah, sì, nel frattempo l'aereo continuava a pilotarsi da solo, ovvio). però, vicino alla cabina, terrorista3 sente l'odore degli eroi, coraggiosamente nascosti nell'armadietto. terrorista3 sta per ucciderlo, ma eroe dice "guarda: hai sparato nel pilota-automatico-addetto-all'atterraggio. senza di me, che sono bello, figo, eroe e pilota, siete fottuti.
terrorista3 ci riflette, acconsente, spacca a calci qualcosa in cabina di pilotaggio e poi, ancora frustrato, decide di prendersela definitivamente con l'avvocato: apre uno sportello e lo butta giù questi cade preciso preciso sulla torre di controllo e per poco non spiaccica il forsedirettore dell'FBI.
piccola divagazione fisica:
da un aereo in fase di atterraggio, diciamo a 3, 4km dalla pista (e quindi a 3, 4km meno 200mt dalla torre) (ma forse anche di più) si cade con un angolo di 30°. è la fisica, belli, non ci posso fare niente.
ad ogni modo, eroe fa atterrare l'aereo, seguendo passo passo le indicazioni dalla torre di controllo, con un motore piantato e senza carburante.
quando uno è eroe, è eroe.
pompieri, ambulanze ed esercito circondano l'aereo. cattivone esce aggrappato a eroe, che di nascosto accende il cellulare e chiama la torre. cattovone gli dice che un suo complice tiene in ostaggio il suo figlioletto biondo (inquadratura sulla torre: pubblico col fiato sospeso, angioletto biondo vicino al tipo losco con l'impermeabile e la pistola. terzo e ultimo ritorno alla statistica: i controlli di sicurezza negli aeroporti americani sono inversamente proporzionali ai film di merda)
in torre sentono tutto e mandano i cecchini, cattivone ed eroe nell'ambulanza hanno un'ultima colluttazione, proprio mentre angelobiondofigliodelleroe si divincola e scappa sulla pista. cattivone-in-ambulanza spara a un infermiere e tira fuori di nuovo dalle maniche l'arma-punteruolo-che-quando-esce-fa-svuish per uccidere eroe in un corpo a corpo, ma l'infermiere non è morto, grida stop e proprio mentre i cecchini stendono il complice terricolo, l'ambulanza frena e cattivone finisce su un altro punteruolo che si trovava nel verso opposto a quello del moto dell'ambulanza (compito di fisica: dimostrare che l'inerzia dipende dalla posizione dell'eroe e non vettore del moto).
abbraccio all'eroina, casto bacio con due metri di lingua: la lingua dell'amore, stemperamento (esiste?) della tensione col figlioletto-angelobiondo e lui che chiede a lei: "mi accompagni a casa?"
fine.
giovedì 11 giugno 2009
internazionalizzescion
il problema principale della traduzione in italiano (come in qualsiasi altra lingua) di un'opera è quello dell'internazionalizzazione. si tratta di rendere i dialoghi dell'opera stessa (sia essa un libro, un film, una poesia o un aeroplano di carta) coerenti con la lingua di destinazione.
il lavoro di traduzione, quindi, va fatto con criterio, cura, ed è frutto di un lunghissimo lavoro anche di ricerca: nel cinema, ad esempio, lo stesso dialogo recitato da due attori diversi potrebbe avere risultati completamente differenti.
ed è a questo proposito, per farvi comprendere le difficoltà che si celano dietro il misteriosissimo mondo del cinema, del doppiaggio e della scelta della voce giusta, che vi regalo le prime stesure di alcuni dialoghi famosissimi, di cui tutti conoscono la versione finale, quella effettivamente utilizzata, ma di cui pochi, forse nessuno, conoscevano il pilota.
1. harry ti presento sally.
in questo film, la voce di sally è di silvia pepitoni. ma, nella prima stesura, la famosissima scena dell'orgasmo aveva un testo lievemente diverso:
sally: "ah! uh! weh! uh! maronn! mamma mia! mamma d''o carmine! uuh! we! we! aaaah! marooooonn!"
ed era stata concepita, in un primo momento, per marisa laurito.
2. guerre stellari - l'impero colpisce ancora.
nella celebre saga di george lucas, luke skywalker e darth vader avevano un carattere diverso, un po' più melodrammatico. tuttavia, i vari taglia e cuci del regista, i problemi di traduzione e alcuni disaccordi su certi diritti di copyright, hanno fatto perdere il lavoro a un altro celebre attore italiano. alla fine, la scelta per dath vader cadde sul grandissimo massimo foschi. ma analizziamo un momento la prima stesura del dialogo seguente:
darth vader: No, Luke: io sono tuo padre!
luke: no!
darth vader: mamma toja se ne more!
luke: nooo!
darth vader: addenocchiate! e vasame 'sti mmane!
in pochi sanno che il dialogo originale era stato scritto per mario merola.
3. blade runner.
non esiste persona che non conosce il monologo finale di roy batty nel capolavoro di ridley scott. e tutti riconoscono il signor burns, sandro iovino, che lo declama rapito da un'ispirazione totale.
la versione pilota è quasi completamente sconosciuta:
roy: cioè, io ho visto certe cose, neh, che proprio cioè voi proprio non ne avete ma proprio veramente idea. cioè cierticcose, no, che proprio, cioè, proprio non vi potete ma proprio nemmeno manco lontanamente immaginare. cioè, tieni presente orione? ahè, 'o lione, ma quale lione. orione, 'e stelle. orione. tu giri a sinistra? ci stanni i bastioni, di orione, e aggio visto cierticcose... ma quali mazze! i bastioni, no i bastoni...
questa versione, la cui registrazione, purtroppo, è andata perduta nell'ultimo incendio di cinecittà, fu incisa dalla viva voce di massimo troisi.
martedì 9 giugno 2009
10 cose di cui mi sono dimenticato
1. non so, l'ho dimenticato
2. ce l'avevo proprio qui, sulla punta della lingua
3. aspè, non mi ricordo
4. com'era? dai, aiutami...
5. di che stavamo parlando?
6. ah, sì. ora che ci penso, però, non ne sono più tanto sicuro
7. ecco, ecco, mi ricordo: no, falso allarme.
8. sarà stato ieri, forse l'altro ieri, non so.
9. questa, sì, dai, questa me la ricordo, ma forse è meglio che non ve la dico.
10. l'ultima da ricordare è sempre la più difficile, però questa me la ricordo, davvero. è come quando ti chiedono i nomi dei sette nani, o dei sette re di roma, o dei sette peccati capitali, ne lasci sempre uno. poi li ridici daccapo, e ti sei ricordato di quello di cui ti eri dimenticato prima, ma nel frattempo ne hai dimenticato un altro. succede sempre così, si sa come vanno a finire queste cose. secondo me è perché si cerca di farlo a mente, perché se li scrivi, i nomi dei sette nani o dei sette re di roma, forse ti viene più facile. sì, dev'essere sicuramente così. mannaggia! tutto questo divagare mi ha fatto dimenticare cosa stavo dicendo. ah, sì, stavo parlando di dieci cose di cui mi sono dimenticato. allora,
1. non so, l'ho dimenticato
2. ce l'avevo proprio qui, sulla punta della lingua...
mercoledì 27 maggio 2009
outing
non ho mai visto lost in vita mia.
e me ne vanto.
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roba che parla di: cazzate, io me medesimo, televisione
mercoledì 13 maggio 2009
evviva la fisica, la metafisica, l'astrofisica e la patafisica.
il piacere della lettura non dovrebbe essere alterato dalle forme che possono prendere le parole. forma e sostanza dovrebbero fondersi autonomamente, e occhio e mente dovrebbero trarne il nutrimento e il sapore contemporaneamente.
non è sempre così, per questo le letture non sono solo amare, dolci, salate, acide, calde o fredde. sono anche buone o insipide o cattive o deliziose.
e lascia perdere i vari sommelier del libro che ti dicono che si sente un vago aroma di aghi di pino o un retrogusto di muschio posato sul lato nordest di un tronco d'acacia in un giardino di gladioli esposto al sole settembrino, quelli lo fanno per vedere chi scrive la recensione più lunga senza aver detto niente.
no, io sono un peracottaro della lettura, un sagneffaciularo della carta stampata, ho bisogno tanto del sapore genuino, verace, quanto della raffinatezza, ma esagerare.
a volte, però, mentre stai mangiando un libro che sa proprio di buono, ti capita di un boccone tristemente spiacevole, un sapore che non è cattivo, ma che c'ha quel retrogusto pesante che poi ti si ripropone sullo stomaco.
l'ultimo boccone che proprio non ho digerito l'ho assaggiato nella guida galattica per autostoppisti (ma chissà, forse era colpa della traduzione).
e non si trattava di un problema di abbinamento o di dosi, era proprio un errore grossolano, una roba come sale e caffè, margarina vegetale al posto dell'olio extravergine di oliva.
perché secondo me, in un libro di fantascienz-fisic-nonsense come la guida galattica, non puoi usare lunghezze per misurare i tempi.
non puoi dire "dopo un nientesimo di secondo luce" e pretendere che non mi vada di traverso.
lo so, molti penseranno che si tratta di una cosa da niente, un'inutile facezia, un peccato veniale, moltissimi neanche ci avranno fatto caso, eccheppalle, e come la fai lunga, e quanto sei noioso, e quest e quell e pure per te. evvabbè, d'accordo, sono io, è colpa mia, ma voi come la prendereste se vi dicessi che stamattina, in bagno, ci sono stato per 1.079.252.848,8 chilometri?
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roba che parla di: cazzate, letteratura
mercoledì 6 maggio 2009
tesi, antitesi, apostasi: favole x per bambini y
favola triste per bambini allegri
c'era una volta la regina del connecticut. si chiamava osteoporosi, e per questo non trovava marito.
osteoporosi desiderava un uomo forte e intelligente, che la sapesse comprendere ed apprezzare. un uomo in grado di soddisfare le sue esigenze senza accondiscendenza; un uomo virile ma dolce, fiero e innamorato. un uomo autoritario ma comprensivo, capace di prendere e di dare. fiero della propria indipendenza e capace di lasciarla libera ogni volta che osteoporosi ne sentisse il bisogno.
un uomo vivo, dinamico, senza se, ma con qualche ma.
osteoporosi trovò queste qualità in callisto, il principe del minnesota.
ma callisto era gay.
favola grassa per bambini magri
la piccola gioppina aveva mille amici immaginari. c'era aldo, il folletto dei gelati. c'era romoaldo, il folletto dei biscotti al cioccolato. c'era gesualdo, il folletto delle caramelle gommose. poi c'era castaldo, il folletto obeso delle corse in bicicletta.
gioppina amava giocare coi suoi mille amici immaginari, soprattutto perché questi ultimi le donavano gelati, biscotti al cioccolato, caramelle gommose e tanto amore.
un giorno gioppina, sotto una pietra lavica, scoprì un nuovo folletto, tutto rosso, con gli occhiali da presbite a variazione cromatica.
- e tu chi sei? - chiese gioppina
- sono il folletto dell'amicizia! - disse lui.
- e come ti chiami?
- non ho un nome, ma se vuoi, puoi chiamarmi dottor morte.
e in quel momento gioppina evaporò in una nube di anidride carbonica e vapor aqueo.
favola alta per bambini bassi
i vermi delle filande, si sa, non amano il polo. e non lo amano sia per colpa dei cavalli sia per colpa dei pinguini. i vermi delle filande, si sa, non amano il polo, ma alcuni di essi, in un luminoso pomeriggio d'autunno, scoprirono di non amare nemmeno la pesca.
favola secca per bambini umidi
- ce l'avevo, ma al mio editore non è piaciuta, e quindi niente.
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roba che parla di: cazzate, raccontelli
venerdì 9 gennaio 2009
la complottistica cultura del sospetto
in questi tempi bui, è facile cadere nella banalità, guardarsi intorno con sospetto e trovare l'ombra del maligno ad ogni angolo.
e internet non aiuta: basti pensare a tutti i siti che impazzano su argomenti come il signoraggio, le scie chimiche, la presunta morte di steve jobs, il crollo delle borse e via discorrendo.
ebbene, in questo clima così teso, nessuno si è accorto di una famiglia che sta affondando le proprie radici in tutto il paese, cercando di conquistarlo dal basso. e a questa conclusione sono giunto facendomi una semplice domanda: qual è il cognome più diffuso in italia?
rossi! diranno subito i miei piccoli lettori!
no.
questo è quello che vorrebbero farci credere.
in realtà basta una rapida ricerca su google (milioni e milioni di pagine!) per individuare il vero cognome più diffuso. figli. è figli il cognome maggiormente presente sul territorio italiano, e infatti, pensateci!, quanta gente è sposata con figli? e quante sono le ditte, le aziende, le società del tipo pincopallino e figli?
figli conquisteranno il mondo. è sotto gli occhi di tutti e ce lo stanno tenendo nascosto.
lunedì 17 novembre 2008
assassinossi
i grandi classici della letteratura, se fossero stati scritti da dan brown
l'isola del tesoro
jim fa lo sguattero nel bed & breakfast della madre. un giorno arriva un pirata che lo porta con sé alla ricerca dell'isola del tesoro. che troveranno sotto il louvre.
il vecchio e il mare
un vecchio passa giorni e giorni solo su una barca, dedito alla pesca d'altura.
dopo aver pescato il più grosso marlin della sua vita, lo squarta e vi trova dentro il sacro graal.
ulysses
leopold bloom passa una giornata psichedelica a dublino mangia rognoni di castrato a colazione e con la storia del flusso di coscienza ci fa sapere che dopo cagato si pulisce il culo con la carta di giornale. il bibliotecario quacchero nasconde un terribile segreto. alla fine della giornata molly scopre d'essere erede diretta di cristo e che il servizio da the comprende il sacro graal.
omicidio sull'orient express
le molteplici interpretazioni della simbologia classica: un treno entra in una galleria. un treno esce dalla galleria. un treno entra in una galleria. un treno esce dalla galleria. un treno entra in una galleria. un treno esce dalla galleria.
qualcuno muore.
l'assassino è il sacro graal.
la lampada di aladino
un giovane ragazzo trova tra le sabbie del deserto una lampada magica.
la sfrega, la sfrega, la sfrega ma non succede niente.
in realtà era il sacro graal.
la certosa di parma
un giovane bastardo viene avviato dalla zia libertina alla carriera ecclesiastica, al cern di ginevra.
lì scoprirà il bosone di higgs con 200 anni di anticipo, ma non verrà preso sul serio.
disperato, distruggerà il sacro graal.
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roba che parla di: cazzate, letteratura
lunedì 20 ottobre 2008
io tarzan, tu cita
studentessi, l'ultimo album di elio è notevole, erano anni che non usciva con qualcosa di qualitativamente così elevato.
e adesso, dopo tanto ascolto, vorrei proporre una compartecipazione post-moderna, del tipo "chi ha beccato le citazioni nelle varie canzoni"?
considerato che un solo post non bast (ma com son spiritos...) proprongo di partire da Tristezza.
come molti hanno notato, gli stacchettini con la tromba nascondo qualcosa...
per il momento ne segnalo solo 2:
1.54: Leoncavallo - I pagliacci (Vesti la giubba)
3.20: Chopin - Marcia funebre
chi continua?
update
per il momento continuo io:
0.35: Rota - La Strada (colonna sonora del Film di Fellini)
giovedì 2 ottobre 2008
delle cose che si imparano quando si guarda alla tivvù i telefimm ammeregani
se sei un avvocato, vai a casa del cliente a svolgere le indagini.
se sei un medico, vai a casa del paziente a svolgere le indagini.
se sei un agente della scientifica, sei sul luogo del delitto a svolgere le indagini.
se sei un ispettore di polizia, sei in giro a svolgere le indagini.
se sei un matematico, sei all'università a svolgere le indagini.
se sei un naufrago, sei sull'isola deserta a svolgere le indagini.
questo, più o meno, è il fil-rouge da seguire se vuoi fare una serie tv di successo.
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roba che parla di: cazzate, televisione
lunedì 15 settembre 2008
senape: il blog più amato da maccio capatonda*
in occasione del mio scorso compleblog, avrei voluto pubblicare questo post, ma come mi si faceva giustamente notare, questo blog può e deve festeggiare principalmente noncompleanni. pertanto, beccatevi questa.
senape intervista siocchezze.
tutta la verità sul blogger, l'uomo, il saltimbanco, l'agrimensore.
senape: siocchezze. nome vero o nome di fantasia?
siocchezze: nome vero. ma per depistare ho scelto un nome di fantasia, michele arciprete, che fa molto teo-con-radical-chic.
s: cosa fai nella vita?
s: il blogger. è un lavoro durissimo, richiede impegno e abnegazione. è anche una cosa costosissima, checché se ne creda. pensa che per poter fare questo lavoro, alcuni miei fan mi pagano uno stipendio. naturalmente, per motivi fiscali non dichiaro nulla, ovvio.
s: hai molti fan?
s: moltissimi, non immagini nemmeno. e poi donne, donne, donne. non sono più libero di uscire di casa. mi riconoscono dappertutto, mi offrono e mi si offrono dovunque io vada.
s: beh, non mi sembra male.
s: scherzi? io ho fatto voto di castità e purezza. a casa non ho neanche il bidè, strumento del demonio. lo so, lo so, la chiesa ne ha approvato l'uso purché non si indugi, ma che ci vuoi fare, io preferisco non rischiare.
s: capisco. com'è il tuo rapporto con gli altri bloggerz?
s: ora ti confido un segreto: in realtà non esistono. in tutto i blogger saranno 3 o 4. io per esempio sono il ghost writer di un'infinità di altri blog. conosci placida signora? sono io. e il 90% di quello che scrivo lì sono minchiate, ma tanto chi vuoi che se ne accorga? sono storie così pure e fantasiose, a nessuno verrà mai il ghiribizzo di controllare.
s: incredibile! questo sì che è uno scoop!
s: e ti dirò di più: hai presente la rubrica "soltanto oggi" di secondo piano? sono tutte mail che mando io. tra parentesi catriona è mio cognato carmine, abita vicino a scampìa e non ha mai letto un libro in vita sua.
s: succoso! hai altri scoop del genere?
s: mmm, non vorrei infangare la reputazione di nessuno, sai.
s: eddài, qualcosina-ina-ina?
s: oh, se proprio insisti! paul the wine guy e canemucca sono la stessa persona, e hanno scritto loro il libro dei fincipit. èio, in realtà, è di teramo, e lavora per una fabbrica di insaccati. controlla la qualità dei budelli per salsicce. neanche lui ha mai scritto una riga di quello che c'è sul suo blog e, tieniti forte... non ha un cane! stark pure non esiste, è sempre mio cognato carmine.
s: oh mio dio! e chi è che scrive per il signor èio?
s: guido catalano. che in realtà è anna chiara, di strepitupido. eh, caro mio! se solo non ci si fermasse alle apparenze, se ne scoprirebbero di cose!
s: sono senza parole. prima di salutarci vorresti dirci quali sono i tuoi progetti per il futuro?
s: al momento sto lavorando con il cern di ginevra.
s: quello dove fanno le ricerche sulla fisica delle particelle?
s: baggianate! in realtà fanno sperimentazione musicale. il loro ultimo progetto è un rap informativo, cercano di fare chiarezza sui testi di pasquale panella. la musica è mia.
s: complimenti, sei una sorpresa continua. e speriamo che il secondo anno sia migliore del primo!
s: grazie. e tante care cose.

*maccio capatonda afferma di non avere mai letto il mio blog, ma mi concede ugualmente l'utilizzo improprio della sua immagine.
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roba che parla di: blog, cazzate, io me medesimo
martedì 9 settembre 2008
iffim ppiubbello demmonto
attenzione: di seguito viene rivelata del tutto o in parte la trama dell'opera
joanna è una donna sulla quarantina, con un figlio e un matrimonimo fallito alle spalle.
un giorno, sulla statale, taglia drammaticamente la strada a uno con un suv nero, il quale, anziché jastemmarle i muorti di chi ll'è mmuorto, come un qualunque guidatore che si rispetti, si preoccupa di
1. inseguirla per la statale spaventandola a morte
2. segnarsi il numero di telefono di casa che ella aveva precedentemente azzeccato al lunotto posteriore
3. iniziare a molestarla telefonicamente
tra le altre cose, ad esempio, una sera il tipo si diverte a squarciarle una ruota della macchina, e joanna, uscita tardi dal lavoro (alle due del mattino, fa la cassiera in un pub), chiama l'ex marito, il quale arrivato tempestivo come una colica, si accorge - sorpresa delle sorprese - che la ruota non è più bucata.
prima di fare una bella denuncia, joanna aspetta che il maniaco faccia saltare in aria l'auto di sua madre, riducendo la povera donna a un vegetale, poi che gli entri di nascosto in casa, distruggendole praticamente tutto. l'astuto detective, prima di considerare la possibilità effettiva che il maniaco esista, insinua Ma non è che gnente gnetne suo figlio di 10 anni si droga? sa com'è, a quell'età, coi genitori divorziati...
tuttavia, dopo qualche sherlockholmesiana deduzione (il figlio dalla zia + età 10 anni + casa completamente distrutta a partire dai quadri = forse non è stato lui) il detective si convince, e joanna e figlio vengono inseriti nel programma di protezione molestati, ricevendo in omaggio una maglietta e una trousse da viaggio.
neanche traslocano che la migliore amica di joanna riceve la classica telefonata: Salve, io sono l'altro poliziotto, numero di matricola 81534, il collega del detechive john. quello alto e brizzolato.
Chi, quello che somigliava a george clooney?
Proprio io. che siccome che ho perso il numero di telefono del detective john, non è che mi potrebbe dire dove sono andati, e, magari, darmi anche il numero di cellulare della sua amica? sa, non posso mica chiedere in caserma, che figura ci faccio?
che ve lo dico a fare: tutti abbiamo una migliore amica cerebrolesa, la cui risposta è ovvia e scontata: Certo, il numero di joanna è 555-4135, e la può trovare a via delle frittelle gommose, al gugliel motel.
va da se che la prima sera, con animo fausto e leggero, joanna si reca normalmente a lavoro, lasciando il figliuolo nel motel superprotettissimo: una stanza a piano terra, con una vetrata talmente grande, ma talmente grande che pure ray charles li avrebbe visti.
ovviamente, joanna, viene chiamata dal maniaco anche sul posto di lavoro, che le dice Ma che begli orecchini, che hai! e poiché un povero cristom neanche cinque minuti prima aveva osato offrirle da bere, lei chiama il detective john e fa arrestare lo sfigato.
Eccolo lì, quello seduto al bancone che mi guarda e sorride.
Ne è proprio sicura?
Certo, detective john, è proprio lui.
Ma ne è sicura sicura?
Sì, detective john, non vede l'occhio da maniaco? I capelli da maniaco e le orecchie a punta da maniaco?
Ma ne è proprio sicura sicura sicura?
crishto john, se me lo chiedi un'altra volta quello se ne scappa! non vedi come mi guarda e sorride? tipico comportamento da maniaco! e poi c'ha pure il cellulare, non può che essere lui! maniaco!
Va bene. Signore, la prego mi segua in centrale.
Ovviamente nessuno si era premurato di controllare l'auto: il povero sfigato aveva una duna station wagon.
Intanto, il maniaco originale, travestito da ragazzo delle pizze, le rapisce il figlio.
joanna, alla fine del suo durissimo turno di lavoro, come tutte le persone sane di mente, anziché correre dal pargolo, solo in un motel, torna a rompere i coglioni all'ex marito, sempre alle due del mattino, il quale stava tranquillamente trombando con la ventenne di turno.
segue scenata di gelosia-rabbia-delusione-tu-non-mi-hai-mai-capita-e-se-non-te-la-davo-era-solo-per-il-tuo-bene e, joanna, piangente e gemente in questa valle di lagrime, torna al motel, per scoprire che
1. dalla pizza ai pepperoni-formaggio-salami-scamorza-carciofini da 12 dollari e 50 manca solo una fetta.
2. il figlio è stato rapito
3. il maniaco la aspetta fuori, mangiando la fetta di pizza mancante.
ora, non per essere pignolo, ma se joanna è tornata verso le tre, e il ragazzino ha ordinato la pizza - diciamo a un orario decente, che so - le 9 di sera, ma 'sto cazzo di maniaco che è? un ruminante? sei ore pe' magnà na cazzo di fetta? chiedo scusa, non volevo distrarre dalla trama.
per farla breve, il maniaco le ordina di buttare il cellulare e seguirla con la macchina, sennò uccide il marmocchio, e la porta in mezzo alle montagne rocciose (o qualcosa del genere), dove le chiede di implorarlo.
joanna è distrutta, Farò tutto quello che vuoi, ma lascia stare mio figlio! e lui, ancora, Supplicami!
lei supplica, e mr manic monday - lo giuro sul cane di antonio - dice Gnè gnè.
e le spara.
Davvero, eh, le sue parole sono state esattamente Gnè gnè.
solo che il proiettile viene attutito dal prodigioso vetro della portiera sinistra della macchina di joanna™, e la donna, fintasi morta, assesta un calcio rotante al maniaco che era andato a sincerarsi del decesso.
dopo il rituale scambio di calci-pugni-graffi-tira-spingi-afferra-scappa, una strisciante joanna riesce a impossessarsi dell'arma (avevate dubbi?), e cerca di far paura allo squilibrato, Chi comanda adesso, eh?
tuttavia la manzoniana compassione di joanna la spinge ad intrattenere quell'amabile conversazione con uno psicopatico, tipica di ogni buon cittadino americano, nonché presente in ogni thriller che si rispetti, chiedendo Ma perché fai tutto questo? e lui, incazzato nero, le urla
Mi hai tagliato la strada!
poi un proiettile parte per sbaglio e gli fracassa una spalla.
la non più giuovine ma ancor trombereccia mammina, convinta che tutto sia finito, corre ad abbracciare il suo figliuol, ma mr gnè gnè ne ha ancora: si rialza, entra nella macchina di joanna (che non parte subito, un giorno mi dovranno spiegare perché) e le si dirige incontro cercando di ucciderla.
joanna, nel panico più totale, riprende la pistola e dopo quattro colpi quattro, di cui 2 nel cofano, uno nella freccia anteriore destra e l'ultimo a vuoto, fa esplodere la macchina. neanche nel cofano ci fossero stati una decina di chili di c4, una mezza di chilata di tritolo e setteotto cassette di dinamite.
fine.
voto imdb: 8 stelline su 10
voto 35mm: 4 stelline su 5
io l'ho detto che è iffimm piùbbellodemmonto.
martedì 22 luglio 2008
del perché si è felici che certi eventi capitino una sola volta nella vita
avrò avuto undici, dodici anni al massimo, ed ero in sicilia, in vacanza coi miei.
a dire il vero non sono sicurissimo che fosse proprio in sicilia, né che fosse proprio durante quella vacanza, ma mi ricordo una quercia, grandissima, un campo enorme, terra brulla e arida, e il calore soffocante.
ero con mio padre, di questo ne sono più che certo, e c'era uno zio.
quando eravamo piccoli, per noi erano tutti zii, i grandi. era una forma tipica del sud italia: signore o signora era troppo distaccato, il "lei" era una forma ancora sconosciuta, e dare del "tu" semplice era forse troppo poco rispettoso, per cui ecco che diventavano tutti zii.
ma sto divagando.
avrò avuto undici, dodici anni al massimo, dicevo, e mi ricordo questa luce abbagliante e mio padre, magrissimo allora, che mi porgeva un frutto, oblungo e marrone, piatto, schiacciato, quasi inodore.
in napoletano, le carrube le chiamano 'e sciuscelle e io morsi come faceva lui, coi molari, che sembravo uno di quei vecchi attori che strappano via la punta del loro enorme sigaro.
non sapevo che fine avesse fatto questo ricordo, era nascosto in qualche angolino della mia memoria, fino a qualche sera fa, quando a casa dei miei uno spot alla tivù, in cui si parlava di carrube, lo ha tirato fuori dal suo nascondiglio polveroso.
e ridendo, ho confessato a mio padre quello che quel pomeriggio di tanti anni fa non ebbi il coraggio di dirgli.
babbo, gli ho detto, io la carruba l'ho assaggiata, tanti anni fa, e solo per quella volta lì, ma io il sapore me lo ricordo, come potrei dimenticarlo, babbo? i me lo ricordo, secondo me la carruba è un frutto che sa di merda.
beninteso, non che io l'abbia mai assaggiata, la merda, ma sono sicuro che se dovessi figurarmelo, in qualche modo l'accosterei alla carruba.
mio padre ha riso, ma alla fine mi ha dato ragione.
provatela, anche voi, e poi mi farete sapere.
la carruba, dico.
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roba che parla di: cazzate, io me medesimo, ricordi
venerdì 4 luglio 2008
è la paura la causa di tutte le nostre paure
ieri sera sono arrivato a casa alle undici.
sì, sono uscito tardi dall'ufficio, ma non così tardi, saran state le sette, sette e un quarto.
ho preso il tram, appena uscito, e non ha fatto nessun ritardo, non ha avuto nessun problema, niente di niente, nemmeno le sue tipiche inchiodate che fan cadere i vecchietti.
eppure sono arrivato a casa alle undici.
non mi sono fermato a fare la spesa, avrei dovuto comprare il pane, ma - sceso dal tram - ho aspettato quei cinque minuti cinque l'autobus, perché sono fondamentalmente pigro, e fare quel chilometrello a piedi, quando piove, mi dà un po' noia.
sì, ieri pioveva.
e sono salito sull'autobus, deserto, che non eran neanche le otto.
appena salito, l'autista mi ha guardato un po' male, e lì ho intuito che la serata stava per prendere una brutta piega.
infatti, sono arrivato a casa alle undici.
eppure l'autobus, appena sono salito, è partito sgommando. l'autista ha imprecato in fiammingo perché un altro autobus, davanti, s'intratteneva al semaforo verde, dando spiegazioni a un passante.
e lui, il mio autista, dico, continuando a imprecare, ha messo la retro, ha fatto per superare l'autobus che lo precedeva e ha inchiodato. perché l'altro autista, intanto, era ripartito, e il semaforo era tornato rosso.
ma non è successo niente, non ci hanno mica tamponato, anche se... ad ogni modo, sono arrivato a casa alle undici.
i bianchi baffoni dell'autista fremevano, immaginavo anche un filino rosso sangue negli occhi e una vena pulsare sulla fronte ossuta, ma mai mi sarei aspettato un'altra partenza bruciante allo scattare del verde. e men che meno mi sarei aspettato un'altra inchiodata, mezzo secondo dopo, nel tentativo disperato di infilarsi tra un vicolo e l'altro autobus, bloccando sia l'altro senso di marcia che le auto all'incrocio.
mi ha colpito il fatto che il tipo nella macchina bloccata dalla manovra evasiva di baffone non sia sceso col cric.
d'altra parte i belgi son persone civili.
ero terrorizzato dalla guida del folle, che bruciava le fermate, schizzava le persone in attesa e lampeggiava alle macchine che secondo lui andavano piano. sempre imprecando in fiammingo.
io mi tenevo aggrappato alla sedia pregando tutte le divinità pagane e non.
in preda al panico ho prenotato la mia fermata, ma ho sbagliato, e l'ho fatto fermare a quella precedente. baffone, vedendomi esitare e non scendere, è finalmente uscito di senno, ha cominciato a ululare e a sbattere la testa sul volante.
ormai completamente vinto dal terrore, mi son nascosto in un angolino remoto e son rimasto lì fermo, a tremare, finché l'autobus non s'è fermato.
a liegi.
e niente, sono arrivato a casa alle undici.
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roba che parla di: belgio, cazzate, io me medesimo
lunedì 19 maggio 2008
digi tasti
mi vedete qua, piangere per una recente perdita che si affianca ad una avvenuta neanche sei mesi fa.
è quindi un patire terrificante, rinunciare, a sì breve distanza, ad una partner, né prima, né terza, che a fatica si farà dimenticare, bensì mi farà penare vieppiù, vista quanta frequenza e che piacere ne trassi da quei ripetuti ticchettii.
necessita che smetta, e immediatamente, di pensare ad esse, tutte e due perse per sempre, senza speranza, e che guardi avanti, senza rimpianti e senza rammarichi.
brevità e intensità (sebbene sia insieme a questa tastiera da più di tre anni, e cambiare è un affare senza minima chance).
arrivederci, amiche mie, rinunciare a tenervi a mente sarà per me dura, ma - si vede - stare senza entrambe è un'impresa ardua, ma che si riesce a perpetrare.
mercoledì 19 dicembre 2007
considerazioni post-traumatiche sull'indiscriminato utilizzo del mezzo trasmissivo
un treno in corsa, se ostaggio di terroristi, quando attraversa una stazione ferroviaria, impiega un tempo direttamente proporzionale al numero di terroristi, al numero di soldati dell'esercito degli stati uniti presenti alla stazione, e dei cecchini appostati sui tetti. indipendentemente dalla lunghezza del treno e dalla sua velocità.
su un treno ostaggio di terroristi, non ci sono freni di emergenza: per fermarlo è necessario staccare la locomotiva.
su un treno ostaggio di terroristi c'è sempre un ex marine (o agente della cia o dell'ncis o dell'nsa o del qui-quo-qua) che aspetta di riscattare la propria esistenza dopo aver visto morire il suo migliore amico per colpa di un cattivo.
l'uomo che salverà il mondo lo riconosci subito: è sul treno, e incontra immediatamente una gnocca esagerata. liberissima. intelligentissima. eroinissima. che alla fine gliela dà pure.
per puro caso, il cattivone che ha preso in ostaggio il treno, ha ucciso il migliore amico dell'eroe, ma non lo sa. glielo dice l'eroe.
su tutti i treni di linea c'è quasi sempre un bazooka. l'importante è saper cercare.
il cattivo cattivo è logorroico. ecco perché alla fine muore sempre, perché deve spiegare all'eroe le cause del suo gesto, partendo da un episodio dell'infanzia. lo sanno tutti che in america gli psicologi costano.
il cattivo cattivo muore sempre per ultimo, e di solito non fa mai una fine di merda, tipo sparato all'improvviso, scivolato su una buccia di banana, caduto dal treno a seguito di un attacco di flatulenza particolarmente violento. no, di solito muore a causa dell'arma di distruzione di massa che aveva preparato per sterminare una città grossa come new york o sydney. mai che un cattivone decida di fare un attentato a foggia, che pure non scherza, come abitanti. o a bratislava.
i bonifici bancari possono essere seguiti istante per istante, dollaro per dollaro. con una barra di scorrimento orizzontale che ne indica la percentuale.
se un cattivo (o una cattiva) si redime, muore. di solito ucciso/a dal cattivo più cattivo, proprio a cinque minuti dalla fine della storia.
un gas nervino capace di uccidere nel raggio di 8 km, non passa attraverso le porte di un capanno.
niente, è che ieri sera ho visto proprio un film di merda.
giovedì 22 novembre 2007
storia della pigna
oibò, da che mondo è mondo le pigne ci son sempre state.
anche volendo, cosa vi aspettavate da questo post?
c'è il pino: fa le pigne.
uguale all'arancio, solo che lui fa le arance.
o il pruno che fa le prugne.
non è che uno se l'è inventata, la pigna, c'era già.
a pensarci bene, avrei potuto parlare della pigna colada, ma anche no.