è natale (quasi), siamo tutti più buoni.
io sarò buono col mio blog e ricomincio, proprio dagli auguri.
per il momento beccatevi il post sotto l'abero, l'ho scritto anche io.
tra qualche giorno degli auguri più... personali.
domenica 19 dicembre 2010
tanti auguri (parte 1)
martedì 1 giugno 2010
anche le formiche, nel loro piccolo...
si potrebbe andar tutti quanti allo zoo comunale, direbbe qualcuno. ma allo zoo non vendono i libri, e queste formiche qua non stanno allo zoo, e nemmeno nascoste dietro la credenza di casa vostra perché avete il pacco dello zucchero bucato.
no, queste formiche qua è un libro, che però io non ci ho capito molto, perché ci stanno un sacco di personaggi e la trama è un po' scarsa. ognuno dice la sua, e sembra essere assolutamente scorrelato dalla dichiarazione precedente.
però l'impaginazione è bella, sarà perché l'ha curata un'amica mia, allora mica posso dirle pubblicamente che ha fatto una cosa così così? pare brutto.
ma la cosa che vale veramente la pena, secondo me, sono le figure.
come giallo, devo dire, è veramente scarso, ma è la prima volta che mi capita di leggerne uno con le figure.
ve ne metto una qua, giusto per stimolare la vostra curiosità.
poi, se c'avete pure dieci euri da buttare, ve lo potete accattare sul sito http://struwwelpeter.biz/, o ve lo arrubbate in qualche edicola delle principali e più malfamante stazioni ferroviarie del centro italia.
ah, giusto per cronaca, ché poi lo so 'ste cose come vanno a finire, io non ci guadambio una mazza, sono solo un povero pirla che è stato gabbato dal sistema.
inoltre vorrei ringraziare, in ordine alfabetico, tutte le persone che in questi mesi di assenza si sono interessati a me, mi hanno mandato sms, email, telefonate, chiedendomi perché mai avessi smesso di scrivere sul blog:
Pubblicato da
michele
alle
11:19
3
commenti
roba che parla di: blog, io me medesimo, letteratura
lunedì 21 dicembre 2009
tropp sicret
è che io per oggi ci avrei una storia, che secondo me è bellissima veramente assai, e si parla di natale e di amici e di vita vissuta e di flippèr.
epperò io questa storia qua, bella, sull'amicizia più che sul natale, sulla vita vissuta più che sul flippèr, ma sempre ambientata in quel periodo là, quello del natalizio, io la vorrei vederla più disegnata che scritta, imbrattata e scarabbocchiata, e allora che siccome che io sono una pippa a disegnare, ho chiesto a un amico mio (sì, lo so, non è un amico mio, non mi conosce neanche, son solo io che ci ho la faccia come il culo e gli scasso un (bel) poco i chitarrini con richieste come questa), dicevo, ho chiesto a questo amico mio se me la disegna lui, ché mi piace assai come disegna lui, e ci ho molta stima su di lui stesso medesimo, e allora metti che me la disegna veramente, mi pare brutto pubblicarla scritta prima qua, e poi disegnata, chessò, dillà, e allora io gliel'ho mandata scritta a lui e gli ho detto "peppì, fa tu".
probabilmente non ci avrà mai il tempo, è una persona impegnata, lui, mica un cazzuliatore professionista come me, però io gliel'ho mandata lo stesso, non so nemmeno se l'ha letta, speriamo di sì.
io intanto aspetto, se me la disegna son contento.
Pubblicato da
michele
alle
13:28
2
commenti
roba che parla di: blog, io me medesimo
lunedì 14 dicembre 2009
il post sotto l'albero
è inutile girarci intorno con le parole, quel che è fatto è fatto e sono abbastanza maturo da prendermi le mie responsabilità.
quest'anno, a occupare abusivamente le pagine del post sotto l'albero, c'è anche il mio.
andate e leggetene tutti, e se vi piace, sprecate mezzo secondo per lasciare un commentino qua sotto, ché son mesi che questo blog langue. :)
Pubblicato da
michele
alle
11:04
11
commenti
roba che parla di: blog, io me medesimo
mercoledì 8 luglio 2009
esperimento di compartecipazione mirata con annesso tentativo di far uscire dal silenzio un affezionato lettore che negli ultimi 2 anni non ha mai avuto la forza di lasciare un commento uno, perciò vediamo adesso.
vaffanculo, carlo.
Pubblicato da
michele
alle
14:34
6
commenti
roba che parla di: blog, cazzate, io me medesimo
mercoledì 24 giugno 2009
cuius regio, eius spinacio
certe storie non vorrebbero mai essere raccontate. vorrebbero rimanere sepolte nel cimitero della memoria, o impolverate sullo scaffale più alto della biblioteca del ricordo. tuttavia, qualche forza misteriosa, qualche delicato intrico del destino, porta alla luce questi episodi, e a quel punto non è più possibile resistere al desiderio di divulgarli.
ingmaro era un giovane artista guascone, un poveraccio, nato da genitori tedeschi con un occhio di riguardo per la svizzera, la svizzera verde.
sebbene modesto e parco, ingmaro avea lo vezzo astruso d'adoprarsi in singolari grammatiche, preferendo vetusti lemmi, inusitate et arzigogolate costruzioni per crogiolarsi della sua raffinatezza semantica, all'uopo ostentata, vieppiù decantata.
sovente, ingmaro, non disdegnava neppure d'abbimarsi con pronagioni inventevoli, privide di significazione ma giovemplici di sonorità appivata, rimevoli e molto ben incontate con lo resto della forma seppur insustanziali.
com'accennavo, ingmaro era un artista, un disegnatore. ello, per lo più, disegnava spinaci. spinaci in foglie, spinaci tritati, spinaci grandi, spinaci piccoli, spinaci freschi, spinaci marci, spinaci bagnati, còlti, spinaci in campi e, talvolta, financo zuppe di spinaci.
egli sarebbe stato felicissimo se la sua arte fosse stata utilizzata sulle buste dei surgelati, tuttavia, accadendo che la nascita sua s'ebbe nell'anno del signore 1573, sfortuna volle che il freezer sarebbe stato inventato solo tre secoli dopo, cagionando la di lui ben nota paupertate. tale anacronistica malaorse, inoltre, fu per ingmaro fonte di incredibile infelicità, et indicibile pena, nonché penuria: ingmaro era povero, povero come solo un pover disegnatore di spinaci può essere.
così, nei momenti di povertà e depressione più acuti, nonché di fame estrema, il buon ingmaro prendeva i fogli di carta più morbidi e delicati, e cominciava a disegnare i migliori spinaci della sua vita: foglie larghe, succose, vivide, invitanti e già bollite. poi li ritagliava e, senza neanche l'abbondanza della colla vinilica (che d'altra pare sarebbe stata inventata da lì ad altri quattro secoli), preparava delle pregevolissime frittate.
la vita di ingmaro, quindi, proseguì in questo modo per molti anni, tra mille disegni e atroci diarree, finché l'imperatore alsaziano di svevia non si accorse di lui. il giullare di corte, mandracchino de' boccacci, infatti, raccontò all'imperatore la storia di quest'artista guascone, sperando di divertire il suo sovrano con le stramberie fritto-linguistche di questo giuovine visionario, ma non ottenne altro che trstezza, curiosità e tristezza. poi di nuovo curiosità. un altro poco di tristezza. infine curiosità.
il tristo imperatore alsaziano, dunque, fece decapitare mandracchino, e poi, incuriosito, si fece portare a corte questo bizzarro guascone.
ingmaro fu accolto in maniera festante, il cuoco di palazzo gli preparò una vera frittata di spinaci, fu lavato, vestito, profumato e - a sera - fu accolto, nientepopòdimenoché, dallo stesso imperatore in persona proprio lui.
durante il loro brevissimo incontro, ingmaro non seppe dire altro se non "non sappia la tua mano sinistra cosa fa la destra", con l'indice sinistro ben alzato. dopo un attimo di silenzio aggiunse: "come disse sergei rachmaninov".
com'è noto, citare un pianista con tre secoli d'anticipo non riesce ad evitare la prigione. ingmaro fu rinchiuso nelle scuderie di corte, ma gli fu lasciata la possibilità di disegnare. così, prigioniero e triste, ingmaro smise di parlare per sempre, ma da quel momento prese a disegnare furiosamente. disegnò il desiderio di libertà, la voglia di evasione e tutti i sogni proibiti del mondo. sebbene nessuno riuscisse a capire il significato di tali disegni, ingmaro fu giustamente giustiziato qualche anno dopo. l'imperatore alsaziano vendette tutti i disegni di ingmaro alla casa d'aste christie's, ben due secoli prima della sua fondazione, dimostrando - in un certo qual modo - che ingmaro, forse che forse non ci aveva poi tutti i torti.
se c'è una cosa che questa triste storia ci insegna, è che deridere citazioni bibliche sulla carità cristiana contravviene alla règia legge numero 713 comma 45 dell'impero italico dello secolo attuale, indi per cui e pertanto questo post non esiste, non è mai esistito né mai esisterà, e pertantovvero non contravviene neanche la dichiarazione di interruzione di attività e vendita del blog quivi pubblicata ieri.
Pubblicato da
michele
alle
12:58
5
commenti
roba che parla di: blog, raccontelli
martedì 23 giugno 2009
saluti e baci
per chi non lo sapesse, questo blog è stato acquistato all'asta da anonimo 1, che se l'è aggiudicato per 9.250£, 1kg di mozzarella di bufala campana proveniente da caserta, lo stiraggio di 3 camicie (a maniche lunghe) e un ruoto* di parmigiana di melanzane.
(per le modalità di consegna ci si aggiornerà in privato.)
nel frattempo, prima di consegnare il sito alla nuova gestione, vi saluto con l'ultimo post, controverso, ma che le mie due editor (sì, son diventate due, e no, non vi dico chi sono - o meglio - chi erano, visto il prepensionamento) hanno apprezzato molto.
non so, forse si drogano più e meglio di me. ma giudicate voi stessi.
la donna che guardava l'uomo che guardava passare i treni.
se è vero che dietro ad ogni uomo c'è sempre una grande donna, anche simenon non fa eccezioni. la donna che guardava l'uomo che guardava passare i treni è la storia di gervasa, una piccola-medio-grande borghese che fa l'osservatrice professionista. una sera vede popinga (il protagonista di simenon, ndr) che guarda passare i treni e da allora non riesce più a smettere.
la difficoltà di un libro senza dialoghi, senza avvenimenti, senza trama, perché tutta scritta da quell'altro in quell'altro libro, che, diciamocela tutta, è un'altra cosa.
la donna che guardava l'uomo che guardava passare i treni è un capolavoro mancato, un gioiello di fallibilità mascherato di solitudine e tristezza.
l'anello di congiunzione tra l'impepata e le cozze.
*for not napolitan speaking: teglia, tegame
Pubblicato da
michele
alle
16:15
0
commenti
roba che parla di: blog, io me medesimo, letteratura
mercoledì 17 giugno 2009
pezzenti
più di tre giorni e giusto una sola offerta, anonima, di 5.500 lire. (e partivo da una base di 7000) (non ho parole)
coraggio, ché l'asta è aperta fino alla mezzanotte di domenica.
update:
andima offre 8000 lire e una trappista a piacere.
anonimo offre 8.500 lire e 1kg di mozzarelle.
andima offre 9mila lire, una birra trappista a piacere, 1kg di mozzarella-campana-comprata-a-bruxelles e un bicchiere di limoncello di sorrento.
anonimo 2 offre un abbraccio.
venerdì 12 giugno 2009
a.a.a.
vendesi blog poco serio.
discreto numero di lettori,
qualche commento sparso, soprattutto sulle cazzate.
telefonare ore pasti,
no perditempo.
Pubblicato da
michele
alle
22:18
8
commenti
roba che parla di: blog, io me medesimo
lunedì 25 maggio 2009
le dimensioni contano
cosa succede se si viene foncati da un giorno all'altro?
la risposta in figura 1.
fig.1

Pubblicato da
michele
alle
09:19
3
commenti
roba che parla di: blog, io me medesimo
mercoledì 22 aprile 2009
interpretazioni delle reinterpretazioni
in questi giorni c'è stato un gran parlare di una reintepretazione de "la cura" di battiato.
secondo un noto giornalista "l'artista catanese non si rivolge a una donna o a un altro essere umano, ma a colei a cui probabilmente già pensava Leonardo quando disegnò la Gioconda: la parte nascosta di se stesso. Perché solo chi riesce ad amarsi nel profondo, «superando le correnti gravitazionali», avrà poi la forza di scacciare l’egoismo e di amare veramente il suo prossimo."
ora, io non voglio acriticamente smontare questa pregevolissima e poetica interpretazione, che all'inizio ho anche trovato molto condivisibile, ma proporre una siocchezza che m'è saltata in testa questa mattina.
leggendo solo le parti in cui battiato si rivolge al destinatario in terza persona, quindi direi un pochino superficialmente, viene proprio da essere d'accordo: sì, sì, battiato si rivolge alla parte nascosta di sé, ha perfettamente senso! ti farò questo, ti darò quello, ti porterò qui, ti porterò la. ammazza che occhio di lince questo giornalista!
ma poi, ricantandomela sotto la doccia, mi son chiesto Perché inserire dei versi al plurale?
i profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi
dite la verità, l'interpretazione di prima inizia a traballare un po', eh?
un lieve stridore, niente di che, ma che a me medesimo di persona mi ha lasciato un poco perplesso.
d'accordo amare se stessi prima di poter amare il prossimo, d'accordo scacciare l'egoismo, d'accordo superare le correnti gravitazionali, ma stamattina, a me, 'sti versi qua mi son sembrati autoerotismo estremo.
Pubblicato da
michele
alle
10:58
4
commenti
roba che parla di: blog, io me medesimo, musica
mercoledì 28 gennaio 2009
avviso ai naviganti
cari lettori, aggiornate i vostri lettori.
visto e considerato che si tratta di una scelta quasi obbligata, leviamoci il pensiero e facciamo 'sta modifica. feedburner ha deciso di fare degli intrallazzi economici con gugol, dei quali mi interessa relativamente poco, tuttavia questo impone a noi comuni utenti di cambiare l'indirizzo del feed rss.
pertanto, ecco i nuovi indriss:
http://feeds2.feedburner.com/
http://feeds2.feedburner.com/
http://feeds2.feedburner.com/
adesso avete anche una scusa elegante per liberarvi di me, dicendo Ops, ho dimenticato di fare l'aggiornamento.
per tutti quelli che, invece, non mi leggevano neanche dal blog, non cambia nulla, continuate pure ad ignorarmi.
giovedì 8 gennaio 2009
sulla difficoltà di trovare un titolo adatto per il primo post dell'anno
ebbene, anche il duemilanove è iniziato.
e - come per il duemilaotto - me ne sono accorto con qualche giorno di ritardo.
a dire il vero, è cominciato tutto col veglione di capodanno, perché, non avendo né radio, né televisione, né connessione ad internet per controllare la corretta sincronizzazione dei nostri orologi, abbiamo deciso di stappare lo spumante un po' a caso, quando qualcuno ha detto E' mezzanotte! e io No, io faccio meno cinque! mentre fuori i fuochi impazzavano.
è andata un po' così, con zio filippo che iniziava il conto alla rovescia, la signora carlotta che diceva Aspetta, ché non sono pronta! e mio cugino alfonso che non era in grado di far funzionare la videocamera.
abbiam dovuto rifare il conto alla rovescia tre volte.
ma in fondo è stato bello così, siam gente libera e semplice, e il capodanno quando arriva arriva, chissenefrega se arriva con 12 minuti di ritardo, non siamo mica astronomi.
sicché, il duemilanove è iniziato, e io ci ho un sacco di buoni propositi, ma non ne scriverò neanche uno, ché sennò alla fine è facile essere sputtanati nel duemiladieci se li hai scritti e non li hai messi in pratica.
unico impegno, voglio rendere questo blog più interessante, più dinamico, più arguto e più brillante: smetto di scrivere.
infine, come molti di voi sapranno già, questo duemilanove comincia con una grande novità per me, un cambiamento radicale che ha sconvolto molti amici e conoscenti: ho tagliato la barba.
Pubblicato da
michele
alle
09:30
0
commenti
roba che parla di: auguri, blog, io me medesimo
venerdì 21 novembre 2008
sull'inefficienza del metodo scientifico in soggetti meteoropatici
checché se ne dica, il nuovo ha sempre affascinato tutti.
tant'è che in questi giorni non si fa altro che parlare dei nuovi temi di gmail, quanto sono belli, quanto sono brutti, quanto sono così così, quanti sono.
io non voglio entrare nel merito, ché seocndo me parlare di estetica è inutile: lo sanno tutti che de gustibus quam minimum sputazzellam, se non ricordo male il latino.
no, no, io ho sempre preferito l'approccio scientifico alle cose, l'analisi sperimentale, i fatti alle opinioni.
per questo la mia domanda, oggi, è molto più semplice e precisa.
se mi affaccio alla finestra e vedo che piove, per quale motivo dovrei mettere la pioggia pure sul desktop?
sì, insomma, se per vedere che tempo fa mi basta girare la testa di 45°, perché esiste il tema tree?
e, soprattutto, dopo avere scoperto di essere meteoropatico, e dopo averne parlato in questi termini, perché l'ho installato lo stesso?
Pubblicato da
michele
alle
13:05
5
commenti
roba che parla di: blog, io me medesimo
lunedì 15 settembre 2008
senape: il blog più amato da maccio capatonda*
in occasione del mio scorso compleblog, avrei voluto pubblicare questo post, ma come mi si faceva giustamente notare, questo blog può e deve festeggiare principalmente noncompleanni. pertanto, beccatevi questa.
senape intervista siocchezze.
tutta la verità sul blogger, l'uomo, il saltimbanco, l'agrimensore.
senape: siocchezze. nome vero o nome di fantasia?
siocchezze: nome vero. ma per depistare ho scelto un nome di fantasia, michele arciprete, che fa molto teo-con-radical-chic.
s: cosa fai nella vita?
s: il blogger. è un lavoro durissimo, richiede impegno e abnegazione. è anche una cosa costosissima, checché se ne creda. pensa che per poter fare questo lavoro, alcuni miei fan mi pagano uno stipendio. naturalmente, per motivi fiscali non dichiaro nulla, ovvio.
s: hai molti fan?
s: moltissimi, non immagini nemmeno. e poi donne, donne, donne. non sono più libero di uscire di casa. mi riconoscono dappertutto, mi offrono e mi si offrono dovunque io vada.
s: beh, non mi sembra male.
s: scherzi? io ho fatto voto di castità e purezza. a casa non ho neanche il bidè, strumento del demonio. lo so, lo so, la chiesa ne ha approvato l'uso purché non si indugi, ma che ci vuoi fare, io preferisco non rischiare.
s: capisco. com'è il tuo rapporto con gli altri bloggerz?
s: ora ti confido un segreto: in realtà non esistono. in tutto i blogger saranno 3 o 4. io per esempio sono il ghost writer di un'infinità di altri blog. conosci placida signora? sono io. e il 90% di quello che scrivo lì sono minchiate, ma tanto chi vuoi che se ne accorga? sono storie così pure e fantasiose, a nessuno verrà mai il ghiribizzo di controllare.
s: incredibile! questo sì che è uno scoop!
s: e ti dirò di più: hai presente la rubrica "soltanto oggi" di secondo piano? sono tutte mail che mando io. tra parentesi catriona è mio cognato carmine, abita vicino a scampìa e non ha mai letto un libro in vita sua.
s: succoso! hai altri scoop del genere?
s: mmm, non vorrei infangare la reputazione di nessuno, sai.
s: eddài, qualcosina-ina-ina?
s: oh, se proprio insisti! paul the wine guy e canemucca sono la stessa persona, e hanno scritto loro il libro dei fincipit. èio, in realtà, è di teramo, e lavora per una fabbrica di insaccati. controlla la qualità dei budelli per salsicce. neanche lui ha mai scritto una riga di quello che c'è sul suo blog e, tieniti forte... non ha un cane! stark pure non esiste, è sempre mio cognato carmine.
s: oh mio dio! e chi è che scrive per il signor èio?
s: guido catalano. che in realtà è anna chiara, di strepitupido. eh, caro mio! se solo non ci si fermasse alle apparenze, se ne scoprirebbero di cose!
s: sono senza parole. prima di salutarci vorresti dirci quali sono i tuoi progetti per il futuro?
s: al momento sto lavorando con il cern di ginevra.
s: quello dove fanno le ricerche sulla fisica delle particelle?
s: baggianate! in realtà fanno sperimentazione musicale. il loro ultimo progetto è un rap informativo, cercano di fare chiarezza sui testi di pasquale panella. la musica è mia.
s: complimenti, sei una sorpresa continua. e speriamo che il secondo anno sia migliore del primo!
s: grazie. e tante care cose.

*maccio capatonda afferma di non avere mai letto il mio blog, ma mi concede ugualmente l'utilizzo improprio della sua immagine.
Pubblicato da
michele
alle
16:18
15
commenti
roba che parla di: blog, cazzate, io me medesimo
venerdì 12 settembre 2008
di come la vita (e relativi blog) di certa gente è appesa ad un filo
che non sempre uno ha qualcosa di intelligente da scrivere.
che se uno vuole fare bella figura, perché il suo quaderno pubblico di cazzate (qpc) fa il compleanno, inizia a sentirsi sotto pressione e se quel qpc lo leggono e lo apprezzano (se non tanti, almeno buoni) poi è normale che la creatività va a farsi fottere.
che io ho anche un lavoro, un esame da preparare, un cane da coccolare e una fidanzata da accudire e neanche posso stare tutto il giorno a leggere e bocciare post inviatemi via mail.
quindi tagliamo la testa al puorco e qualche cazzata, una qualunque, la scrivo io (che da tanto che non posto pensieri e immagini porno).
del puorco non c'è molto da dire:
sa fare tante cose, quasi tutte male.
potrebbe essere un grande chitarrista e non lo è.
potrebbe essere un grande violoncellista o un grande baritono e non è nessuno dei due.
potrebbe farsi una barca di sordi dipingendo acquerelli e friggendo cappelli, non fa né l'uno, né l'altro.
ah, quante belghe avrebbe potuto portarsi in quest'ultimo anno e mezzo? no, il puorco fa sesso a stagioni alterne sempre con la stessa donna.
avrebbe almeno potuto togliere questo fastidioso virus dal mio computer, che mentre scrivo mi attiva la tastiera UK e mi sfancula tutta la punteggiatura *ecco, appunto(
insomma, si è capito: questo non è il solito post in cui l'amico prende per il culo l'altro amico, così per scherzare un po'.
non illudetevi, se avevate curiosità di conoscere la vita, i pensieri e le opere del puorco, ora siete di fronte all'amara verità.
michele andrebbe abbattuto, se non fosse per quella cosa:
è la meglio persona che conosco.
Pubblicato da
anonimo-antonio
alle
12:07
10
commenti
roba che parla di: blog, il lato oscuro della senape, lui se medesimo
mercoledì 27 agosto 2008
marchette travestite da informazioni di servizio. e viceversa.
a seguito di una mia gentile e cortese richiesta, il sito bloghissimo.it ha inserito le mie siocchezze nel proprio databeis (che bella parola, databeis), e adesso i miei post si possono leggere sia di qua che di là.
se ci avete un blog pure voi, e puta caso volete iscrivervi, fatelo dalla pagina di segnalazioni.
a me mi ha risposto il dott. pres. ing. lup. mann. gran. figl. d. putt. megadirettore in persona, dicendo che il mio blog è talmente bello, ricco, interessante, divertente, simpatico e fuori dal comune, che si è rammaricato della mia richiesta: avrebbe preferito invitarmi egli stesso lui medesimo di persona.
non si preoccupi, direttore, la perdòno.
giusto per dovere di cronaca: sono stato inserito nella categoria pensieri, in attesa che aprano cazzate immani non diversamente categorizzabili, dove finalmente potrei primeggiare.
infine, per chi volesse soffrire con me, si sappia che dopo due litri di idraulico liquido gel, preghiere, imprecazioni, rituali esoterici e sacrifici umani, il cesso è ancora attappato, e questo mi impedisce di succhiare il midollo della vita con la dovuta serenità.
Pubblicato da
michele
alle
17:08
2
commenti
roba che parla di: blog, casa nuova, io me medesimo, siocchezze
venerdì 8 agosto 2008
saluti e saluti
io, quello che dovevo fare, l'ho fatto.
signori e signori, arrivederci, ci vediamo tra qualche settimana.
o forse non ci vediamo più, ninzò.
nel frattanto, statemi bene, fate anche voi quello che dovete fare, e se proprio non lo volete fare, non fatelo.
cià
venerdì 11 luglio 2008
inviatemi pure
talvolta ho come la sensazione che me le vado a cercare.
per esempio stasera, ho inserito il modulo per inserire i commenti proprio qui, appena sotto il post, si vede?
adesso dovrebbe essere più veloce inviarne.
approfittatene.
Pubblicato da
michele
alle
18:30
10
commenti
roba che parla di: blog, io me medesimo
giovedì 17 aprile 2008
le migliori parole sono quelle che non si dicono
, , .
: " - - " ; ?
« ' .»
« , - -
.»
« , , ...
!»
: !!!
. . .
?
? ( )?
!
« , : " " .»
.
oggi non sapevo cosa scrivere, ma mi piaceva il titolo, e sapevo quale punteggiatura utilizzare.
