Visualizzazione post con etichetta televisione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta televisione. Mostra tutti i post

lunedì 7 novembre 2011

Il bello della diretta

mi piacerebbe una sera, guardando l'eredità, vedere la faccia di carlo conti, la reazione di carlo conti, l'aplomb di carlo conti, alla risposta del concorrente.
il concorrente con la faccia da telespettatore di rai uno, quello che s'è trovato in finale perché l'altro/a concorrente ha risposto "il calamaro" alla domanda quale tra questi è l'animale simbolo di catania.

il concorrente che sceglie, sicuro, preciso, convinto, senza mai sbagliare le parole della ghigliottina:
nonna
satira
finestra
pallone
assurdo

il concorrente dalle lievi contrazioni ritmiche e regolari sull'occhio destro, il tempo che passa, lo sguardo fisso e vitreo, la musica accresce la tensione, silenzio del pubblico, per favore.
il concorrente spaesato, perso, solleva il pennarello, appoggia, la telecamera, con sapiente tecnica mostra solo la prima lettera, una esse un po' sbilenca, una incertezza nella mano, il concorrente pare fermarsi, carlo esorta, il tempo è scaduto, scrivi, altrimenti ti devo squalificare.

vorei vedere, una sera, la faccia di carlo conti, che per centotttantamila euro, apro la busta, vediamo cosa ha scritto il concorrente, che viene da roma (il concorrente, non carlo), è disoccupato (sempre il concorrente), se vince regala un viaggio alla mamma.
la faccia, vorrei vedere, di carlo conti, quando il concorrente alla domanda di carlo conti - "cosa lega nonna, satira, finestra, pallone e assurdo" - in un guizzo di creatività e di pensiero laterale ha risposto sticazzi.

giovedì 3 giugno 2010

outing reprise: ovvero - compartecipazione post moderna di tipo sondaggioso sull'opportunità di certi tipi di intrattenimento televisivo.

no, non sto parlando di porno gay. (e già per questa frase prevedo un'impennata di ilarità nelle chiavi di ricerca, ma questa è un'altra storia...)

dicevo: un annetto fa, su questi schermi (o pagine? boh, fate vobis) facevo outing sulla questione "lost". non l'ho mai visto, e - illo tempore - me ne vantavo.

ma ora, nel mezzo di una lunga pausa senza caffè, mi domandavo - o meglio - vorrei domandare a voi popolo di telefruitori professionisti, voi che avete penato per quanti? cinque anni? sei? sette? la sera davanti a sky, o a scaricare dall'internetto o chessò io, insomma a far tutte quelle cose lì che facevate per essere i primi a sapere che succedeva sull'isola sperduta, mi domandavo: ne è valsa la pena?

sì, ecco, se uno come me non ha mai visto lost e, nel mezzo di una lunga pausa senza caffè, gli vien da chiedersi se abbia fatto bene a non vederlo oppure no, e che gli pigli addirittura il ghiribizzo - sempre nel mezzo di questa benedetta lunga pausa senza caffè - di prendere e scrivere un post per chiederlo, a tutti quelli che lost lo hanno visto dall'inizio alla fine, ecco, secondo voi, voi che lo avete visto, che dovrei fare?
prendo e, di punto in bianco, mi guardo tutti gli episodi dal primo all'ultimo o semplicemente esco e il caffè me lo prendo al bar?

mercoledì 27 maggio 2009

outing

non ho mai visto lost in vita mia.
e me ne vanto.

giovedì 2 ottobre 2008

delle cose che si imparano quando si guarda alla tivvù i telefimm ammeregani

se sei un avvocato, vai a casa del cliente a svolgere le indagini.

se sei un medico, vai a casa del paziente a svolgere le indagini.

se sei un agente della scientifica, sei sul luogo del delitto a svolgere le indagini.

se sei un ispettore di polizia, sei in giro a svolgere le indagini.

se sei un matematico, sei all'università a svolgere le indagini.

se sei un naufrago, sei sull'isola deserta a svolgere le indagini.

questo, più o meno, è il fil-rouge da seguire se vuoi fare una serie tv di successo.

mercoledì 9 gennaio 2008

a mana smerza*

io la tivì, di solito non la guardo.
epperò ieri ero in casa d'altri, e si stava guardando una cosa che dire che era bellissima è dire poco.
e dire che sono sarcastico è pure meno.
che per esempio, sparare sulla croce rossa è come dire che manuela arcuri come attrice fa cagare. non sta bene.
ma non voglio dire nemmeno questo, ché queste son cose che sanno dire tutti, si vede lontano i kilometri.
solo che io ieri sera ridevo a crepapelle, roba che nemmeno quando antonio disse "se c'era il dottor ross di i-ar, la salvava" (alla visione di quell'altro capolavoro che è outunn inn niù iork) ho riso così.
poi ho visto una cosa che a me, da ateo praticante, con passato di chiesoferventopraticante, mi ha fatto un po' accapponare la pelle, nonché molto sorridere.
una roba che
all'ingresso in chiesa,
all'uscita dalla chiesa,
e sulla tomba di uno che forse era il marito
ella, essa, colei, la prot-agonista
si è fatta il segno della croce.
tuttettrè le volte.

con la sinistra.


*in napoletano "farsi 'e croci a mana smerza" (letteralmente fare il segno della croce con la mano sinistra) è la massima espressione di stupore e incredulità, roba che non sta né in cielo né in terra