che forse non conosci più, e non puoi conoscerlo ché la tv belga, su certe nefandezze, preferisce, per decenza, tacere.
quante intollerabili ingiustizie siamo costretti ad ingoiare, ogni sera, in prime time, quante lacrime rendono amare le nostre zuppe di grano e cipolle.
l'ultima iersera, quando una folla, feroce ed imbrutita, ha tempestato un povero ragazzo di fischi ed improperi, ingiuriandolo ed avvilendolo, solo perché il cieco oscurantismo del bieco governo comunista, che occupa la televisione di stato, non gli ha consentito di esprimere i suoi veri sentimenti.
voglio che tu sappia, che non dimentichi, che questa era la canzone che avrebbe voluto, avrebbe dovuto cantare il piccolo emanuele:
venerdì 19 febbraio 2010
caro amico che vivi lontano, troppo lontano, ti scrivo del nostro paese
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anonimo-antonio
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roba che parla di: il lato oscuro della senape, terra mia
venerdì 29 gennaio 2010
23 favole con ricevuta di ritorno
l'oroscopo del 2010 dice che questo sarà l'anno del muflone assortito (il mio) e io ci credo assai, azzo se ci credo.
sarà un anno ricco di soddisfazioni e sorprese, di novità, di scoperte, di impegni e di gratificazioni. purtroppo sarà pure povero, di tempo e di denaro, di conseguenza questo blog soffrirà insieme al tenutario.
per questo vado subito al dunque, e vi faccio subito dono di queste 23 splendide favole, concepite la notte scorsa, e che si rifiutano categoricamente di seguire la serie di fibonacci.
1. Il mistero del cavallo a scoppio.
7. Il cappellano matto.
11. La principessa dalla barba di cristallo.
16. Il bruco Oreste e il diuretico della regina
23. La vendetta del reflusso gastroesofageo.
Probabilmente qualcuno un po' più attento avrà notato che delle favole ci sono solo i titoli: usate la fantasia, mica posso fare tutto io?!
Volendo si può fare un po' come col buon guidocatalano, che io v'offro il titolo e voi ci mettete la storia. Altrimenti (per i più pigri) si può trasformare questo post in una compartecipazione post moderna dove il pubblico da casa sceglie il titolo e io ci metto la storia.
Ed ecco svelato il mistero della ricevuta di ritorno.
(Aut.min.conc. scad.31.1.1.0 non è necessaria prescrizione medica. forse per me.)
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michele
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roba che parla di: io me medesimo, raccontelli
martedì 12 gennaio 2010
magre consolazioni
personalmente, credo che lo facciano per farti sentire a casa. non so se giuridicamente il consolato italiano sia effettivamente territorio italiano, ma di sicuro l'aria che si respira è quella del belpaese:
si inizia con la porta d'ingresso: "attenzione, porta a scatto, pericolosa per i bambini". vabè, quanti bambini vuoi che vadano al consolato? chissenefrega dei bambini.
poi c'è il cancello automatico: senza fotocellule, senza sensori di pressione, senza le più elementari norme di sicurezza, ma ancora con 'sta sicurezza? chi vuoi che si possa far male con un cancello automatico di due tonnellate di ferro? e piantiamola una buona volta con queste inutili polemiche, siamo tutti adulti, sappiamo badare a noi stessi!
ma torniamo a noi.
le informazioni e il servizio sono puntuali, come da italica tradizione: "si presenti il giorno tot alle ore tic. non dimentichi il lasciapassare b-28."
il giorno tot alle ore tic meno un tac mi sono presentato, bello come il sole, col mio lasciapassare b-28 ben compilato.
- ha portato le foto tessera?
- perché? quali foto tessera? nessuno mi ha parlato di foto tessera...
- oh, non si preoccupi, all'interno troverà la macchinetta, potrà farle lì. si accomodi pure nell'ufficio in fondo. attraversi il giardino innevato e aspetti qualche minuto al freddo e al gelo, mentre la aprono.
nell'ufficio in fondo l'impiegata è rassicurante e dolce nel dirmi
- Guardi, la macchinetta per le foto non funziona.
- Ma è accesa! Ci sono le istruzioni in quattro lingue, mi dice cosa fare e cosa non fare, e anche di lavarmi i denti dopo ogni pasto! Come sarebbe "non funziona"?
- Vede, la ditta che la fornisce è esterna e noi non siamo responsabili. Talvolta funziona, talvolta no. Io l'ho avvisata. Se poi le frega i quattro euri non si venga a lamentare da noi.
- Va bene, e allora io come faccio?
- Qui fuori c'è un fotografo, vada lì che è più sicuro. Altrimenti potrebbe rimetterci quattro euri e poi...
- non si venga a lamentare da noi, ho capito.
Venti minuti e sette euri e cinquanta dopo, torno con la mia bella fototessera.
Ticchete tacchete ticchete tacchete, attendo con pazienza che i miei dati personali finiscano in un nuovo database.
- Dovrebbe farmi la cortesia di controllare che i suoi dati siano corretti.
- Ehm, signora, guardi che sul foglio alla voce "Nome e Cognome" c'è scritto NULL NULL.
- Sì, è normale, è la macchina che ha questo errore, non si preoccupi. Il resto dei dati son corretti?
Alzo gli occhi al cielo, giusto il tempo di leggere che i pagamenti per i passaporti si fanno solo in contanti, domandarsì perché, e rispondere alla gentile impiegata, Sì, signora, sono corretti. A parte il fatto che poi posson essere attribuiti a chiunque, ma immagino siano quisquilie. Ah, vabbè, se però lei ce lo scrive a penna sul foglio allora è tutto a posto.
- Bene. Si accomodi alla cassa. No, non c'è nulla da pagare, ma il suo documento sarà pronto lì.
Vero, non c'era nulla da pagare, ma se avessi dovuto e - come faccio anche per importi ridicolmente bassi - l'avessi fatto col bankotact, avrei avuto una maggiorazione di 13 pezzentissimi, pidocchiosissimi centesimi di euro. 13 cent. di cresta, di camorra, di pizzo, di tassa regionale per il servizio, di italico contributo alla causa. 13 cent.
roba che nemmeno il night shop sotto casa quando compri 6 sigarette sfuse alle 4 del mattino.
io non controllo su wikipedia, perché ci ho le prove: il consolato è territorio italiano.
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michele
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roba che parla di: belgio, io me medesimo, terra mia
martedì 29 dicembre 2009
di certi debiti che certi uomini hanno
non è che se ti svegli con uno staruto pensi che sarà una buona giornata.
non è che se rimani imbrigliato nel traffico di quello spicchio di inferno che chiamano aversa pensi che, se fino ad ora non lo è stata , sarà comunque una buona giornata.
non ci pensi neanche quando ti tagli le mani maneggiando fascicoli del secolo scorso, in un archivio grigio che più grigio non si può.
non ci credi, non ci pensi proprio, camminando con la borsa in testa per riparati dalla pioggia.
però, non sono fesso, lo so anch'io che certe giornate non si dimenticano
perché c'è sempre un amico, anzi due, che te la raddrizzano quella giornata, te la rendono la più bella giornata storta degli ultimi trent'anni (e non è poco se ne hai trentuno).
quando torneranno, tutti e tre, almeno un caffè glielo devo.
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anonimo-antonio
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roba che parla di: il lato oscuro della senape che oggi è non poi tanto oscuro, loro se medesimi
lunedì 21 dicembre 2009
tropp sicret
è che io per oggi ci avrei una storia, che secondo me è bellissima veramente assai, e si parla di natale e di amici e di vita vissuta e di flippèr.
epperò io questa storia qua, bella, sull'amicizia più che sul natale, sulla vita vissuta più che sul flippèr, ma sempre ambientata in quel periodo là, quello del natalizio, io la vorrei vederla più disegnata che scritta, imbrattata e scarabbocchiata, e allora che siccome che io sono una pippa a disegnare, ho chiesto a un amico mio (sì, lo so, non è un amico mio, non mi conosce neanche, son solo io che ci ho la faccia come il culo e gli scasso un (bel) poco i chitarrini con richieste come questa), dicevo, ho chiesto a questo amico mio se me la disegna lui, ché mi piace assai come disegna lui, e ci ho molta stima su di lui stesso medesimo, e allora metti che me la disegna veramente, mi pare brutto pubblicarla scritta prima qua, e poi disegnata, chessò, dillà, e allora io gliel'ho mandata scritta a lui e gli ho detto "peppì, fa tu".
probabilmente non ci avrà mai il tempo, è una persona impegnata, lui, mica un cazzuliatore professionista come me, però io gliel'ho mandata lo stesso, non so nemmeno se l'ha letta, speriamo di sì.
io intanto aspetto, se me la disegna son contento.
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roba che parla di: blog, io me medesimo
lunedì 14 dicembre 2009
il post sotto l'albero
è inutile girarci intorno con le parole, quel che è fatto è fatto e sono abbastanza maturo da prendermi le mie responsabilità.
quest'anno, a occupare abusivamente le pagine del post sotto l'albero, c'è anche il mio.
andate e leggetene tutti, e se vi piace, sprecate mezzo secondo per lasciare un commentino qua sotto, ché son mesi che questo blog langue. :)
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michele
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roba che parla di: blog, io me medesimo
mercoledì 9 dicembre 2009
del perché sia negativo per l'ambiente produttivo arrivare presto in ufficio.
qualcosa di diverso.
mattina presto, pareti bianche, il piano è deserto.
solo quattro gatti, più assonnati di me, eppure qui dentro c'è qualcosa di diverso: manca qualcosa.
è una frazione di secondo: parete bianca, tre porte, lavabi, distributore del sapone e quello del disinfettante (paura influenza anche qui).
occhio cisposo e sonnacchioso continua l'analisi, che cosa manca, che cosa manca?
guardo,
destra,
specchio,
io,
testa,
sinistra,
dormo,
parete,
guarda,
parete vuota,
occhio,
guarda,
parete vuota, parete vuota,
altro,
altro?
altra. l'urlo: l'altra.
mi scuso: capisco.
parete vuota: mancavano i pisciatoi.
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michele
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roba che parla di: io me medesimo, raccontelli